Mercoledì 13 marzo dalle ore 10, si terrà a Roma, presso la Sala delle Bandiere, Via IV Novembre, 149 – Roma ufficio del Parlamento europeo, il convegno “Il ruolo delle donne rom nella tutela dei diritti umani in tempi di crisi” organizzato da Amnesty International Italia in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.
Il convegno si inserisce nell’ambito della settimana “l’Europa è per le donne” promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in occasione delle celebrazioni per la giornata internazionale delle donne, che quest’anno è dedicata al tema "L' impatto della crisi economica sulla parità di genere ed i diritti delle donne".
RespectMyRights.org è una nuova piattaforma digitale rivolta a ragazze e ragazzi di tutto il mondo per approfondire il legame tra povertà e diritti umani, condividere le loro idee e attivarsi insieme ad Amnesty International all’interno della campagna “Io pretendo dignità”.
Nella penultima slide di questo video leggete “Jeremiah e Ferid sono a rischio di sgombero forzato. Tutti e due sognano una casa come tutte le altre persone” ; l’abbiamo scritta il 6 settembre, quando sulle 250 persone rom rimaste nel campo di Tor de’ Cenci incombeva un’ordinanza di chiusura per motivi di igiene e salute, emessa il 31 luglio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Il 26 settembre, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da queste persone contro l’ordinanza. Le autorità municipali di Roma non aspettavano altro e due giorni dopo il campo di Tor de’ Cenci è stato sgomberato. Non solo sono stati violati gli standard internazionali in materia di sgomberi, ma è stato anche impedito di ricorrere in appello contro la sentenza, perché nel frattempo l’oggetto della sentenza, il campo di Tor de’ Cenci, non c’era più.
“Il mio sogno è cambiare totalmente questa vita, con i campi nomadi.”
Ferid Sejdic, portavoce del campo di Tor de’ Cenci, Roma
“Il mio sogno è vivere in un paese o in una nazione dove i diritti umani, specialmente il diritto a un alloggio adeguato, siano rispettati e le persone siano trattate tutte allo stesso modo, senza discriminazione.”
Jeremiah Makori, residente dell'insediamento informale di Deep Sea di Nairobi, Kenya