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"A 697 persone piace questo elemento... e a te?"

Insediamenti abitativi precari

Pubblicato il 12/01/2012
da Virginia,

Il video che vi proponiamo in questo post è stato girato lo scorso anno ad Haiti, quando i nostri ricercatori visitarono il paese, un anno dopo il terremoto che provocò 230.000 morti e 300.000 feriti.

Da allora cosa è cambiato? E soprattutto a due anni esatti da quella tragedia, la vita degli haitiani è tornata alla normalità?

La risposta è no. Mezzo milione di persone vive ancora in condizioni indicibili nelle centinaia di tendopoli allestite nella capitale e nei suoi dintorni. Inoltre, rischiano di essere sgomberate con la forza, come è accaduto nella notte tra il 20 e il 21 dicembre, quando 79 famiglie - per un totale di 945 persone, tra cui donne incinte, anziani e 225 bambini – sono costrette con la violenza a lasciare il campo allestito in piazza Jéremie, a Port-au-Prince.

Pubblicato il 11/01/2012
da melalessa,

In Zimbabwe, nel 2005, a seguito del programma di sgomberi forzati noto come Operazione Murambatsvina, vennero distrutte 92.460 abitazioni e 700 mila persone furono lasciate senza casa. A causa degli sgomberi di massa, 222 mila minori fra i 5 e i 18 anni hanno dovuto interrompere il loro percorso educativo.

Il tentativo del governo e delle organizzazioni umanitarie di rialloggiare parte delle 700 mila persone sgomberate con l'Operazione Garikai, sempre nel 2005, ha portato a scarsi risultati: a distanza di sei anni, le persone vivono ancora in baracche di plastica e strutture inadeguate, senza accesso ai servizi di base.

Pubblicato il 23/11/2011
da Virginia,

Eccoli i 1400 rotoli che abbiamo consegnato questa mattina all'Ambasciata del Kenya a Roma.

Mille e quattrocento messaggi per chiedere al governo di questo paese di garantire un accesso sicuro ai servizi igienico-sanitari, di far in modo che nessuna donna debba più rischiare di essere violentata quando di notte percorre una strada al buio prima di arrivare in un bagno.

Pubblicato il 22/11/2011
da Samanta,

Dopo che il Consiglio di stato ha dichiarato illegittimi i decreti relativi all’emergenza nomadi, è arrivato il momento di porre fine una volta per tutte alle misure discriminatorie contro le persone rom. Il prossimo 29 novembre chiuderemo l’azione lanciata nel 2010 per chiedere la revisione del “Piano nomadi” di Roma e cominceremo un lavoro più ampio sul diritto all’alloggio.

Il 29 novembre sarà anche il giorno in cui consegneremo alla comunità rom di Roma centinaia di disegni a forma di casa. Si tratta di messaggi di solidarietà per i bambini rom e le loro famiglie che i nostri attivisti e sostenitori hanno inviato da tutto il mondo.

 

Pubblicato il 04/11/2011
da Samanta,

 

Il lavoro per i diritti umani passa anche per la fotografia. È per questo che in una delle nostre riunioni redazionali abbiamo pensato di proporre un’intervista a Fulvio Bugani, un amico con il quale abbiamo condiviso alcune esperienze molto intense, come il campeggio per i diritti umani a Lampedusa e diversi incontri sulla situazione degli slum in Kenya.

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_,

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.