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"A 697 persone piace questo elemento... e a te?"

Donne

Pubblicato il 12/01/2012
da Virginia,

Il video che vi proponiamo in questo post è stato girato lo scorso anno ad Haiti, quando i nostri ricercatori visitarono il paese, un anno dopo il terremoto che provocò 230.000 morti e 300.000 feriti.

Da allora cosa è cambiato? E soprattutto a due anni esatti da quella tragedia, la vita degli haitiani è tornata alla normalità?

La risposta è no. Mezzo milione di persone vive ancora in condizioni indicibili nelle centinaia di tendopoli allestite nella capitale e nei suoi dintorni. Inoltre, rischiano di essere sgomberate con la forza, come è accaduto nella notte tra il 20 e il 21 dicembre, quando 79 famiglie - per un totale di 945 persone, tra cui donne incinte, anziani e 225 bambini – sono costrette con la violenza a lasciare il campo allestito in piazza Jéremie, a Port-au-Prince.

Pubblicato il 23/11/2011
da Virginia,

Eccoli i 1400 rotoli che abbiamo consegnato questa mattina all'Ambasciata del Kenya a Roma.

Mille e quattrocento messaggi per chiedere al governo di questo paese di garantire un accesso sicuro ai servizi igienico-sanitari, di far in modo che nessuna donna debba più rischiare di essere violentata quando di notte percorre una strada al buio prima di arrivare in un bagno.

Pubblicato il 07/11/2011
da Samanta,

La Shell ha finalmente ammesso le sue responsabilità nella devastazione del territorio del Delta del Niger, ma le operazioni di bonifica tardano a cominciare e rischiano addirittura di arenarsi.
La corporation imputa a una mancanza di sicurezza nel paese il ritardo nell’avvio della bonifica. Nel frattempo la popolazione del Delta del Niger continua a vivere in un territorio insalubre, dove la pesca e l’agricoltura non sono più praticabili e dove vivere è diventato impossibile.
Al Jazeera si è occupata della vicenda e ha intervistato Audrey Gaughran di Amnesty International.

Pubblicato il 18/10/2011
da Virginia,

Qualche giorno fa, vi abbiamo parlato della grande manifestazione che si è tenuta a Managua, in occasione della Giornata mondiale per la depenalizzazione dell’aborto in America Latina e nei Caraibi. Abbiamo visto qualche immagine di quel grande fiume di colori che ha letteralmente invaso questa città del Nicaragua.

Pubblicato il 09/10/2011
da Laura R.,

Quasi la metà di noi impiega dai 5 ai 10 minuti a raggiungere i servizi igienici. In pochi hanno un bagno nelle loro abitazioni e può essere pericoloso raggiungerne uno di notte. Se esci di notte vieni aggredita e stuprata. Per le donne questa è una situazione unica perché non c’è solo il rischio di subire un’ aggressione o una rapina, ma anche di essere stuprate”.

Una donna di Mukuru, intervistata da Amnesty International durante una missione in Kenya, il 17 febbraio 2010.

Pubblicato il 29/09/2011
da Laura R.,

Ogni azione di solidarietà è importante. Il Nicaragua si trova in una situazione difficile per quanto riguarda la violenza sulle donne. L’impunità è la norma e sono troppi gli ostacoli per ottenere giustizia. Ogni sostenitore di Amnesty che invia una cartolina, una farfalla, una lettera ci da la forza per continuare a combattere per i diritti delle ragazze e delle donne non solo in Nicaragua, ma anche altrove”.

Ana María Pizarro ieri, 28 settembre, ha percorso le strade di Managua, sostenendo il messaggio della sua associazione, SI Mujer, e delle tante che in Nicaragua si battono per il rispetto dei diritti sessuali e riproduttivi di donne e ragazze.

Parrucche colorate, maschere, cartelli e le nostre 50.927 farfalle della solidarietà: in occasione della Giornata mondiale per la depenalizzazione dell’aborto in America Latina e nei Caraibi, un fiume di colori ha invaso questa città, sfilando fino alla sede delle Nazioni Unite per chiedere al governo di abrogare la legge del 2007 che proibisce l’aborto in ogni circostanza, anche quello terapeutico e anche quando la donna rischia di morire.