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Azioni

Pubblicato il 06/09/2010
da Daniele Caucci,

"Voglio ringraziare Amnesty International e la gente di tutto il mondo che ha lavorato per la mia libertà.”

Il 27 agosto 2010 Raúl Hernández, membro dell’Organizzazione dei popoli nativi me'phaa (Opim), è stato assolto dall’accusa di omicidio e immediatamente scarcerato. La sua storia di profonda ingiustizia era cominciata il 17 aprile 2008 quando è stato arrestato per avere partecipato, insieme a quattro membri dell’Opim, all’omicidio di Alejandro Feliciano García, nella comunità di El amalote, stato del Guerrero, l’1 gennaio dello stesso anno.

Pubblicato il 02/09/2010
da Virginia,
in News, Rom, Azioni

"Scuola speciale è la scuola zingara".

Questa la risposta di una bambina rom di 12 anni quando le è stato chiesto cosa significasse per lei “scuola speciale”. In questa associazione così netta è racchiuso il senso della discriminazione di cui i rom in Slovacchia sono vittime già da bambini.

In questo paese, i bambini e le bambine rom vengono regolarmente inseriti in classi e scuole per alunni con “lieve disabilità mentali”, ma non perché necessitino di un sostegno o di un’assistenza speciali ma solo perché sono rom e, in quanto tali, di fatto discriminati. Se non vengono mandati in queste scuole, allora si creano alcune ad hoc oppure si individuano classi separate all’interno delle scuole principali. I numeri di questa discriminazione sono allarmanti.

Pubblicato il 27/08/2010
da Virginia,

Secondo i dati resi pubblici da un funzionario del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unep) sulle fuoriuscite di petrolio nello stato nigeriano dell’Ogoniland, queste dipenderebbero al 90 per cento da sabotaggio e attività criminali e solo per il 10 per cento da difetti degli impianti e negligenza  delle compagnie petrolifere, tra cui la Shell.

Da anni le organizzazioni ambientaliste e le comunità locali contestano questi dati. E anche Amnesty International ritiene che manchino di credibilità, in quanto la fonte sono le agenzie statali nigeriane che, nel corso delle inchieste sulle perdite di petrolio, vengono fortemente condizionate dalle compagnie.

Pubblicato il 27/07/2010
da Virginia,

Il 15 luglio, la battaglia dei dongria kondh per salvare la loro montagna sacra dai progetti della Vedanta Resources ha segnato un altro importante risultato. Il segretario dello stato indiano d’Orissa ha ordinato una nuova indagine sui diritti della popolazione nativa minacciata dalla controversa miniera di bauxite della Vedanta Resources.

La compagnia britannica ha trovato così un nuovo ostacolo sulla strada verso l’autorizzazione a estrarre, dopo che il 2 luglio, anche il ministro dell’Ambiente e delle Foreste aveva predisposto un’inchiesta per verificare se il progetto della compagnia britannica rispettasse o meno i diritti dei dongria kondh.

Pubblicato il 16/07/2010
da Virginia,

Poco prima della mezzanotte del 10 luglio, i bulldozer inviati dal Consiglio cittadino di Nairobi, la capitale del Kenia,  hanno distrutto circa 470 bancarelle e 100 case. Questo sgombero ha colpito circa 1000 residenti e commercianti dell’insediamento di Kabete Nitd.

Senza una casa, senza un mezzo di sostentamento, molti di loro dormono in strada. Quelle che vi proponiamo sono alcune delle testimonianze che Amnesty è riuscita a raccogliere.

Pubblicato il 12/07/2010
da Virginia,

Attualmente in Indonesia circa 2 milioni e 600mila lavoratori domestici sono privi della tutela legale garantita dalla Legge 2003 sul lavoro. Questo significa che a 2 milioni e 600mila persone, molte delle quali donne e ragazze, non sono riconosciuti gli stessi diritti degli altri lavoratori né le stesse misure di protezione; per loro potrebbe non esistere ragionevoli limitazioni alla durata della giornata lavorativa e potrebbero non essere mai applicate le norme in materia di remunerazione, riposo e ferie.

Di conseguenza molte donne e ragazze lavoratrici domestiche vivono e lavorano in condizioni di sfruttamento economico, povertà e subiscono discriminazione di genere. Spesso sono vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale sul posto di lavoro. A molte di loro sono negati i diritti sessuali e riproduttivi, perché non possono accedere ai servizi e alle informazioni sulla pianificazione familiare, sui contraccettivi e sulla prevenzione dell’Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmissibili.