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News

Pubblicato il 27/03/2013
da Fernando Chironda
in News, Rom

 Il 13 marzo a Roma si è tenuto il  convengo “Il ruolo delle donne rom nalla tutela dei diritti umani in tempi di crisi economica”. Insieme a quattro attiviste per i diritti dei rom, da Italia, Romania e Spagna, abbiamo parlato delle problematiche che le donne rom affrontano in Europa, in particolare in questi tre paesi.

Vorremo condividere con voi il pensiero che una di queste attiviste, Beatriz Carrillo, dalla Spagna, ha voluto lasciarci:

Pubblicato il 05/03/2013
da Fernando Chironda
in News, Rom

 Mercoledì 13 marzo dalle ore 10, si terrà a Roma, presso la Sala delle Bandiere, Via IV Novembre, 149 – Roma ufficio del Parlamento europeo, il convegno “Il ruolo delle donne rom nella tutela dei diritti umani in tempi di crisi” organizzato da Amnesty International Italia in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.

Il convegno si inserisce nell’ambito della settimana “l’Europa è per le donne” promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in occasione delle celebrazioni per la giornata internazionale delle donne, che quest’anno è dedicata al tema "L' impatto della crisi economica sulla parità di genere ed i diritti delle donne".
 

Pubblicato il 08/02/2013
da Laura R.
in News

La buona notizia è arrivata il 5 febbraio, quando l’Uruguay ha depositato la sua ratifica alle Nazioni Unite. Si tratta della decima, la più importante perché grazie a essa finalmente il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali entrerà in vigore!

Dopo Argentina, Bolivia, Bosnia-Erzegovina Ecuador, El Salvador, Mongolia, Portogallo, Slovacchia e Spagna, anche l’Uruguay dimostra il suo impegno per la realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini.

Pubblicato il 06/02/2013
da Laura R.
Si celebra oggi, 6 febbraio, la Giornata Leggi tutto...
Pubblicato il 04/02/2013
da Laura R.

Il 30 gennaio un tribunale distrettuale olandese dell'Aia si è pronunciato sulla responsabilità della Royal Dutch Shell per l'inquinamento prodotto dalla sua sussidiaria la Shell Petroleum Development Company (SPDC) nel delta del fiume Niger, in Nigeria. La causa contro la Shell era stata intentata nell’ottobre dello scorso anno da quattro contadini nigeriani originari dell'Ogoniland, supportati dall'associazione ambientalista Friends of the Hearth International con l’accusa di aver inquinato campi coltivati e corsi d'acqua dei villaggi di Goi, Oruma e Ikot Ada Udo fra il 2004 e il 2007. 

Solo un ricorrente su quattro ha vinto e otterrà un risarcimento da parte dell’azienda. Una buona notizia perché per la prima volta nella storia, una vittima degli abusi della Shell in Nigeria è riuscita ad aggirare tutti gli ostacoli per avvicinarsi a qualcosa che somiglia alla giustizia. Eppure di strada ce n’è ancora tanta da fare, leggiamo una valutazione della sentenza – riportata integralmente - della nostra collega Audrey Gaughran, direttrice del Programma Africa di Amnesty International.

Pubblicato il 29/01/2013
da Virginia
Il World Economic Forum 2013 si è appena concluso. Oltre 1000 ospiti, leader politici e religiosi e , rappresentanti delle organizzazioni internazionali, studiosi ed economisti di fama mondiale hanno discusso di crisi economica mondiale ma anche povertà e violazioni dei diritti umani.
Leggi il post di Martina Rogato del Coordinamento diritti economici, sociali e culturali di Amnesty International.

 

Pubblicato il 16/01/2013
da Alberto_

RespectMyRights.org è una nuova piattaforma digitale rivolta a ragazze e ragazzi di tutto il mondo per approfondire il legame tra povertà e diritti umani, condividere le loro idee e attivarsi insieme ad Amnesty International all’interno della campagna “Io pretendo dignità”.

respectmyrights.org

Pubblicato il 14/01/2013
da Fernando Chironda

Pubblicato il 11/01/2013
da Virginia

200.000 morti; 2,3 milioni di persone senza casa; 105.000 case distrutte e 208.164 gravemente danneggiate. Questo il bilancio del gravissimo terremoto che, il 12 gennaio 2010, distrusse Haiti.
Tre anni dopo, i dati sono allarmanti.

Alla fine di ottobre scorso, 90.415 famiglie, ossia 357.785 persone vivevano ancora in 496 campi. Molte di loro non hanno accesso all'acqua, ai servizi igienici e ai sistemi di raccolta dei rifiuti, con conseguente diffusione di malattie infettive, come il colera. Le donne e le ragazze, che costituiscono il 52 per cento degli abitanti nei campi per sfollati, rischiano stupri e altre forme di violenza sessuale.

Pubblicato il 10/01/2013
da Virginia

Dall’11 dicembre, di fronte al parlamento canadese a Ottawa staziona una tenda tradizionale dei popoli nativi attawapiskat.