Mercoledì 13 marzo dalle ore 10, si terrà a Roma, presso la Sala delle Bandiere, Via IV Novembre, 149 – Roma ufficio del Parlamento europeo, il convegno “Il ruolo delle donne rom nella tutela dei diritti umani in tempi di crisi” organizzato da Amnesty International Italia in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.
Il convegno si inserisce nell’ambito della settimana “l’Europa è per le donne” promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in occasione delle celebrazioni per la giornata internazionale delle donne, che quest’anno è dedicata al tema "L' impatto della crisi economica sulla parità di genere ed i diritti delle donne".
Dopo Argentina, Bolivia, Bosnia-Erzegovina Ecuador, El Salvador, Mongolia, Portogallo, Slovacchia e Spagna, anche l’Uruguay dimostra il suo impegno per la realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini.
Il 30 gennaio un tribunale distrettuale olandese dell'Aia si è pronunciato sulla responsabilità della Royal Dutch Shell per l'inquinamento prodotto dalla sua sussidiaria la Shell Petroleum Development Company (SPDC) nel delta del fiume Niger, in Nigeria. La causa contro la Shell era stata intentata nell’ottobre dello scorso anno da quattro contadini nigeriani originari dell'Ogoniland,supportati dall'associazione ambientalista Friends of the Hearth International con l’accusa di aver inquinato campi coltivati e corsi d'acqua dei villaggi di Goi, Oruma e Ikot Ada Udo fra il 2004 e il 2007.
Solo un ricorrente su quattro ha vinto e otterrà un risarcimento da parte dell’azienda. Una buona notizia perché per la prima volta nella storia, una vittima degli abusi della Shell in Nigeria è riuscita ad aggirare tutti gli ostacoli per avvicinarsi a qualcosa che somiglia alla giustizia. Eppure di strada ce n’è ancora tanta da fare, leggiamo una valutazione della sentenza – riportata integralmente - della nostra collega Audrey Gaughran, direttrice del Programma Africa di Amnesty International.
Il World Economic Forum 2013 si è appena concluso. Oltre 1000 ospiti, leader politici e religiosi e , rappresentanti delle organizzazioni internazionali, studiosi ed economisti di fama mondiale hanno discusso di crisi economica mondiale ma anche povertà e violazioni dei diritti umani.
Leggi il post di Martina Rogato del Coordinamento diritti economici, sociali e culturali di Amnesty International.
RespectMyRights.org è una nuova piattaforma digitale rivolta a ragazze e ragazzi di tutto il mondo per approfondire il legame tra povertà e diritti umani, condividere le loro idee e attivarsi insieme ad Amnesty International all’interno della campagna “Io pretendo dignità”.
200.000 morti; 2,3 milioni di persone senza casa; 105.000 case distrutte e 208.164 gravemente danneggiate. Questo il bilancio del gravissimo terremoto che, il 12 gennaio 2010, distrusse Haiti.
Tre anni dopo, i dati sono allarmanti.
Alla fine di ottobre scorso, 90.415 famiglie, ossia 357.785 persone vivevano ancora in 496 campi. Molte di loro non hanno accesso all'acqua, ai servizi igienici e ai sistemi di raccolta dei rifiuti, con conseguente diffusione di malattie infettive, come il colera. Le donne e le ragazze, che costituiscono il 52 per cento degli abitanti nei campi per sfollati, rischiano stupri e altre forme di violenza sessuale.