Nel 1999, l’Assemblea generale dell’Onu scelse la data del 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, in omaggio alle sorelle Mirabal, tre donne dominicane brutalmente uccise nel 1960 per essersi opposte alla dittatura di Trujillo.
Da allora, questa data è l’occasione per ricordare e rinnovare la lotta delle donne e con le donne per i loro diritti, primo tra tutti quello di vivere una vita libera dalla violenza, in ogni sua forma.
Quest’anno, Amnesty dedica la Giornata internazionale alle ragazze e alle bambine, tre milioni ogni anno, che rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili. Quest’insieme di pratiche tradizionali e riti d’iniziazione femminile e integrazione sociale, che consistono nell’esportazione totale o parziale dei genitali femminili, è stato praticato ad oggi nei confronti di un numero molto alto di donne e ragazze, tra i 100 e i 140 milioni, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non solo ragazze e bambine africane, asiatiche o mediorientali, molte, circa 500.000 secondo il parlamento europeo, vivono in Europa.