Ultimi aggiornamenti...

"A 697 persone piace questo elemento... e a te?"

Rom

Pubblicato il 16/01/2012
da Virginia

I bambini rom del villaggio di Šarisské Michavany, nella regione slovacca di Presov, hanno da poco iniziato il nuovo trimestre nella classe separata, al piano di sotto dell’edificio, in cui da anni sono stati segregati.

Quest’anno scolastico però è diverso dagli altri, perché questi bambini potrebbero finalmente lasciare quest’aula ed essere messi in una classe dove il compagno di banco non è necessariamente un altro bambino rom. A patto che la scuola elementare si adoperi per dare attuazione alla recente sentenza emessa dalla Corte distrettuale della regione di Presov.

La sentenza potrebbe cambiare il destino di questi bambini. Resa nota il 3 gennaio, condanna la scuola per avere agito in modo discriminatorio nei loro confronti, mettendoli in una classe separata senza alcuna ragionevole giustificazione.

Le argomentazioni della scuola, per cui segregare questi bambini “svantaggiati” permette loro di ricevere un approccio più individuale nell’insegnamento tale da garantire lo stesso livello di istruzione, e che la pratica era solo provvisoria, non sono state accettate.

Pubblicato il 13/12/2011
da chironda
in News, Rom, Azioni

Quella che potete ascoltare in questo video è la storia di Marius, 16 anni. Nonostante la sua giovane età, Marius ha già vissuto sulla sua pelle il trauma degli sgomberi forzati – ne ha subiti ben 8 in poco più di un anno.

In Italia sono davvero tanti i ragazzi e le ragazze rom che subiscono sgomberi forzati senza che venga loro offerta una alternativa di alloggio adeguato. Sono così obbligati a lasciare la loro casa e, insieme alle loro famiglie, spesso finiscono per strada, devono abbandonare gli studi o perdono il lavoro, i loro beni, gli amici e i compagni di scuola.

L’abbiamo detto diverse volte, ma lo ribadiamo: gli sgomberi forzati violano i diritti umani e spingono le persone rom in un circolo di esclusione ed emarginazione sociale, da cui è molto difficile venire fuori. Soprattutto se il contesto in cui tutto questo accade è segnato dal pregiudizio e dalla discriminazione di singole persone o gruppi e di quella delle autorità.

Pubblicato il 22/11/2011
da Samanta

Dopo che il Consiglio di stato ha dichiarato illegittimi i decreti relativi all’emergenza nomadi, è arrivato il momento di porre fine una volta per tutte alle misure discriminatorie contro le persone rom. Il prossimo 29 novembre chiuderemo l’azione lanciata nel 2010 per chiedere la revisione del “Piano nomadi” di Roma e cominceremo un lavoro più ampio sul diritto all’alloggio.

Il 29 novembre sarà anche il giorno in cui consegneremo alla comunità rom di Roma centinaia di disegni a forma di casa. Si tratta di messaggi di solidarietà per i bambini rom e le loro famiglie che i nostri attivisti e sostenitori hanno inviato da tutto il mondo.

 

Pubblicato il 03/11/2011
da Virginia
in News, Rom

Da aprile 2009, quando l’Assemblea della città di Belgrado ha adottato un piano di progetti infrastrutturali, gli sgomberi forzati di persone rom sono notevolmente aumentati.

A rischiare di rimanere senza un tetto sulla testa sono ora 27 famiglie rom che vivono nell’insediamento Block 61, nell’area di Nuova Belgrado, a cui, martedì 1 novembre, sono state date 48 ore per lasciare le loro abitazioni.

A chiedere che le famiglie vadano via da dove abitano da tempo per far posto a una nuova struttura edilizia commerciale, non sono state le autorità locali, come accaduto finora, ma quelle governative. In particolare, quelle del Building Directorate of Serbia, un organismo istituito dal governo serbo col compito di gestire, tra l’altro, progetti commerciali e infrastrutturali.

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.

Pubblicato il 26/10/2011
da Virginia

"Tutti hanno il diritto, individualmente e in associazione con altri, di partecipare ad attività pacifiche contro le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

L’articolo 1 della Dichiarazione dell’Onu sui difensori dei diritti umani parla chiaro: difendere le libertà fondamentali è un diritto e pertanto tutti devono poterlo fare senza subire vessazioni.

Ma non è andata così ieri a Belgrado, quando due attivisti del Centro regionale per le minoranze sono stati arrestati mentre cercavano di evitare lo sgombero forzato di una famiglia rom. La famiglia in questione è composta da Mevljude Kurteshi e dai suoi sei figli e viveva in un seminterrato. Quando i due attivisti si sono rifiutati, senza opporre resistenza, di spostarsi dalla porta dell’abitazione, la polizia li ha arrestati con l’accusa di “ostacolare la giustizia”, un reato che può essere addirittura punito col carcere.
 

Pubblicato il 01/07/2011
da Virginia
in News, Rom, Azioni

La settimana scorsa, le scuole slovacche hanno chiuso i battenti. Quali sono stati i risultati di quest’anno scolastico appena concluso?

Per migliaia di bambini rom, non ci sono stati risultati. Il 2010 è stato esattamente uguale agli anni che lo hanno preceduto; la scuola, ancora una volta, ha significato segregazione, separazione ed emarginazione.

Nonostante l’impegno esplicito del governo slovacco, inserito nel programma di governo dell’agosto 2010, la segregazione su base etnica e l’assegnazione di bambini rom in classi per alunni con “lievi disabilità mentali” hanno continuato a violare il diritto a un’istruzione senza discriminazione; un diritto che appartiene a ciascun bambino, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali in cui cresce, a prescindere dalla sua appartenenza etnica.

Pubblicato il 23/06/2011
da Virginia

A gennaio... ci hanno detto che dovevamo andare via da qui e che, se non l’avessimo fatto, sarebbero venuti con le ruspe e avremmo dovuto anche pagare per le demolizione. Faceva freddo e abbiamo aspettato un po’ e a marzo sono tornati dicendo che se non fossimo andati via sarebbero tornati con la polizia… Ero spaventata… non avevo un posto dove andare. Ho chiesto dei soldi in prestito per pagare il trasporto dei bagagli, della legna, dei vestiti, altre cose importanti e siamo andati via”.

Simona è una ragazza rom che, insieme alla sua famiglia, ad aprile, è stata forzatamente sgomberata dalla casa in cui viveva dal 2003. La sua abitazione, insieme ad altre 40, è stata demolita e Zagan (così si chiama l’area alla periferia della città romena di Tulcea, dove Simona abitava) è oggi un mucchio di macerie.

Pubblicato il 01/06/2011
da Virginia
in News, Rom

Dopo le visite in Italia in occasione della Giornata internazionale dei rom e sinti, esperti del nostro Segretariato internazionale su Europa e Italia continuano a parlare della situazione di rom e sinti a Roma. Jezerca Tigani e Matteo de Bellis hanno scritto questo post sul lancio del rapporto “La casa di carta” dell’Associazione 21 luglio.
Buona lettura.

L’8 aprile, Giornata internazionale dei rom e sinti, il nostro team è stato a Roma e ha visitato alcuni campi dove vivono le comunità rom. In quell’occasione, abbiamo constatato ancora una volta come il “Piano nomadi” avviato dal prefetto e dal sindaco di Roma nel 2009, ha reso ancora più difficili le condizioni di vita dei rom della capitale.

Nel post pubblicato quel giorno fa abbiamo scritto a proposito di un centro di accoglienza (nella foto), situato in via Salaria 971, che ospitava alcune famiglie sgomberate a seguito del “Piano nomadi”, in alcuni casi da più di un anno. Non ci hanno fatto entrare, perché in quel centro non sono ammesse visite. Tuttavia, Associazione 21 luglio, l’Organizzazione non governativa che ci accompagnava, ha potuto raccogliere una serie d’informazioni sulle deplorevoli condizioni di vita nel centro e il 30 maggio le ha rese pubbliche in un rapporto intitolato “La casa di carta”.

Pubblicato il 29/04/2011
da Virginia
in News, Rom

Qualche giorno fa abbiamo postato le considerazioni di due nostri esperti – Jezerca Tigani e Matteo de Bellis – che avevano visitato campi rom a Roma e Milano.

Oggi vi proponiamo i pensieri e le riflessioni scritti il 21 aprile da Barbora Cernusakova, ricercatrice, e Fotis Filippou, campaigner, di Amnesty International, che hanno fatto parte di una missione di ricerca sulle condizioni abitative dei rom in Romania. Buona lettura.