Ultimi aggiornamenti...

"A 697 persone piace questo elemento... e a te?"

Ambiente

Pubblicato il 05/01/2012
da Virginia

Ieri, mercoledì 4 gennaio, la corte d’appello della città di Lago Agrio, nella provincia di Sucumbios in Ecuador, ha confermato la sentenza che aveva condannato la Chevron per disastro ecologico e danni alla salute delle parti lese. Lo scorso febbraio il tribunale aveva ordinato alla Chevron di pagare 8 miliardi e mezzo, ma nella sentenza d’appello l'importo è raddoppiato anche perché la Chevron si è sempre rifiutata di scusarsi pubblicamente, come richiesto dalla sentenza.

Texaco, attualmente di proprietà della Chevron Corporation, ha cominciato le ispezioni petrolifere in Ecuador nel 1964. Per oltre 30 anni, ha contaminato i terreni, le falde acquifere e le foreste con rifiuti tossici derivanti dalle estrazioni petrolifere, causando gravi problemi di salute che hanno portato alla morte di numerosi residenti.

Pubblicato il 03/01/2012
da Virginia

 

Vi ricordate della Trafigura? Vi abbiamo già parlato della vicenda di questa multinazionale britannica del trasposto petrolifero che, dopo aver cercato di liberarsi di due tonnellate di rifiuti tossici scaricandole nel porto di Amsterdam, le ha portate in Costa d’Avorio. Il risultato è stato di 15 morti e oltre 100.000 persone ricoverate, perchè avvelenate.

Il 23 dicembre questa storia si è arricchita di un altro capitolo, che è stato positivo, almeno in parte. Un tribunale olandese ha respinto il ricorso presentato da Trafigura contro la sentenza che l’aveva condannata perché aveva tenuto nascosto alle autorità olandesi la reale natura e la pericolosità dei materiali che intendeva scaricare ad Amsterdam e, successivamente, per aver illegalmente esportato il carico di rifiuti tossici in Costa d’Avorio.

Pubblicato il 07/11/2011
da Samanta

La Shell ha finalmente ammesso le sue responsabilità nella devastazione del territorio del Delta del Niger, ma le operazioni di bonifica tardano a cominciare e rischiano addirittura di arenarsi.
La corporation imputa a una mancanza di sicurezza nel paese il ritardo nell’avvio della bonifica. Nel frattempo la popolazione del Delta del Niger continua a vivere in un territorio insalubre, dove la pesca e l’agricoltura non sono più praticabili e dove vivere è diventato impossibile.
Al Jazeera si è occupata della vicenda e ha intervistato Audrey Gaughran di Amnesty International.

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.

Pubblicato il 03/06/2011
da Virginia

La Vedanta e la sua miniera di bauxite a Lanjigarh, nello stato indiano dell’Orissa, non smettono di essere una minaccia per le 4-5000 famiglie che abitano in questa zona.

Mentre la discussa richiesta dell’azienda di ampliare la raffineria di bauxite è attualmente all’esame dell’Alta corte dell’Orissa, dopo che il ministero dell’Ambiente e delle Foreste, nell’ottobre del 2010 l’aveva respinta, sostenendo che il progetto aveva violato le leggi ambientali del paese, adesso è il deposito di rifiuti della raffineria a minare la salute di migliaia di persone, soprattutto in vista dell’imminente stagione dei monsoni.
Le piogge, infatti, potrebbero causare fuoriuscite dallo “stagno di fango rosso” mettendo a serio rischio la salute di queste persone.

Pubblicato il 05/05/2011
da Laura R.

Questa mattina davanti all’ingresso del Palazzo dell’Eni a Roma, all’interno del quale si è svolta l’assemblea degli azionisti, c’eravamo anche noi dello staff di Amnesty International. Eravamo lì per coinvolgere gli azionisti nella richiesta di bonifica dei siti inquinati dalla compagnia petrolifera nel Delta del Niger, in Nigeria.

Pubblicato il 22/04/2011
da Alberto_

In occasione della 41° Giornata mondiale della Terra, le classi Amnesty Kids della scuola Lewis Carroll di Roma, insieme all’attore Matteo Branciamore (alias Marco Cesaroni), hanno partecipato a un’azione per ricordare alle aziende le loro responsabilità rispetto alla tutela dell’ambiente e, di conseguenza, del diritto alla salute.

Pubblicato il 22/02/2011
da Alberto_

La Lubicon Cree First Nation è una comunità di nativi, composta circa da 500 persone, che vive in Alberta, una provincia del Canada. I Lubicon non hanno mai fatto alcun tipo di accordo con il governo federale canadese per definire i confini del loro territorio. Il governo ha promesso di stabilire una riserva per i Lubicon, o un riconoscimento legale delle loro terre, ma non l’ha mai fatto. Da oltre 50 anni questa comunità cerca di difendere il diritto alla propria terra e ora sta lottando contro le imprese estrattive che vogliono appropriarsi di quei terreni e dei beni in essi contenuti.

Le classi che partecipano al progetto Amnesty Kids! si attiveranno, nei prossimi mesi, scrivendo lettere e inviando disegni al Primo ministro dell’Alberta, per chiedere che ai Lubicon Cree sia riconosciuto il diritto fondamentale di vivere nella propria terra, in un ambiente salubre e mantenendo le loro tradizioni.
Pubblicato il 22/10/2010
da Virginia

Dall’india arriva ancora una bocciatura per la Vedanta. Dopo che il ministero dell’Ambiente e delle Foreste aveva respinto, il 24 agosto scorso, il progetto di una miniera di bauxite, ha deciso anche di bocciare anche il sestuplicamento della raffineria di alluminio situata nella regione di Lanjigarh, stato dell’Orissa.

I due progetti della Vedanta in questa regione prevedevano la realizzazione di una miniera di bauxite sulle colline di Niyamgiri, la montagna sacra dei dongria kongh, e l’ampliamento della raffineria di alluminio che si trova ai piedi di queste colline.

Pubblicato il 05/07/2010
da Virginia

Qualche giorno fa, il 2 luglio, la speranza per i dongria kongh di non vedere sventrata la loro collina sacra per fare posto alla miniera di bauxite della Vedanta ha segnato un passo avanti.
Infatti il ministro dell’Ambiente e delle foreste indiano ha dichiarato che sta per inviare una nuova squadra di esperti per indagare sulla miniera progettata dalla Vedanta prima di decidere se accordare o meno l’autorizzazione al progetto.
Questo team, che dovrà riferire entro il 28 luglio quando a Londra si terrà l’assemblea degli azionisti della compagnia britannica, deve valutare il potenziale “impatto della miniera sui mezzi di sostentamento, la cultura e il benessere materiale dei dongria kondh” nonché quello sulla natura e la biodiversità delle aree vicine.