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Shell

Pubblicato il 07/11/2011
da Samanta

La Shell ha finalmente ammesso le sue responsabilità nella devastazione del territorio del Delta del Niger, ma le operazioni di bonifica tardano a cominciare e rischiano addirittura di arenarsi.
La corporation imputa a una mancanza di sicurezza nel paese il ritardo nell’avvio della bonifica. Nel frattempo la popolazione del Delta del Niger continua a vivere in un territorio insalubre, dove la pesca e l’agricoltura non sono più praticabili e dove vivere è diventato impossibile.
Al Jazeera si è occupata della vicenda e ha intervistato Audrey Gaughran di Amnesty International.

Pubblicato il 27/08/2010
da Virginia

Secondo i dati resi pubblici da un funzionario del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unep) sulle fuoriuscite di petrolio nello stato nigeriano dell’Ogoniland, queste dipenderebbero al 90 per cento da sabotaggio e attività criminali e solo per il 10 per cento da difetti degli impianti e negligenza  delle compagnie petrolifere, tra cui la Shell.

Da anni le organizzazioni ambientaliste e le comunità locali contestano questi dati. E anche Amnesty International ritiene che manchino di credibilità, in quanto la fonte sono le agenzie statali nigeriane che, nel corso delle inchieste sulle perdite di petrolio, vengono fortemente condizionate dalle compagnie.

Pubblicato il 04/06/2010
da Laura R.

Il 18 maggio scorso, i nostri colleghi di Amnesty Olanda hanno consegnato all’amministratore delegato della Shell, Peter Voser (nella foto), le oltre 175.000 firme raccolte in questi mesi sulla petizione che chiedeva la bonifica completa di tutti i siti inquinati dal petrolio nel Delta del Niger e la pubblicazione delle informazioni sull'impatto delle operazioni petrolifere sull'ambiente e sui diritti umani.

La consegna è avvenuta durante l’assemblea degli azionisti Shell. Prima dell’inizio dell’assemblea, a tutti i soci è stato consegnato materiale informativo sulle attività della Shell nel Delta del Niger, dove la compagnia petrolifera ha numerosi giacimenti di petrolio. Qui, l'inquinamento da petrolio continua a danneggiare le risorse fondamentali per la sussistenza delle comunità, come l'agricoltura e la pesca. Inoltre, raramente le persone vengono informate sulle possibili conseguenze delle attività petrolifere sull'ambiente e sui diritti umani.

Pubblicato il 08/10/2009
da Virginia

100 i giorni che abbiamo dato a Peter Voser, amministratore delegato della Shell, per impegnarsi pubblicamente a bonificare tutti i siti contaminati dal petrolio; 4400 le cartoline che gli abbiamo inviato e 2635 le firme che abbiamo raccolto online.
Proprio oggi scadono i suoi primi 100 giorni di mandato e, nell’attesa che l’amministratore delegato risponda alle nostre richieste, vogliamo parlare ancora di petrolio, Nigeria e violazioni dei diritti umani.

Questa volta, però, non chiamiamo in causa la Shell ma l’azienda italiana Eni Spa, che opera nel paese attraverso la consociata Nigerian Agip Oil Company.

Pubblicato il 07/10/2009
da Virginia

Una contadina di Ikot Ada Udo nelle vicinanze di un pozzo di petrolio che ha inondato i suoi campi. ©Kadir van LohuizenNel Delta del Niger, se sei un pescatore devi remare quattro ore per arrivare in acque dove il pesce non odora di petrolio grezzo. Se vivi ad Akala Olu rischi di non vedere mai il buio perché le torce di gas sprigionate dagli impianti dell’Agip creano una luce perenne. Se la tua casa è vicino a un pozzo di petrolio, è molto probabile che per una fuoriuscita l’aria puzzi per giorni di petrolio e gas, che tu non riesca a respirare o che sul tuo corpo compaiano lesioni cutanee. Se vivi a Oloibiri, Ikarama, Oruma o in tanti altri villaggi del Delta del Niger, sei costretto a bere, cucinare e lavarti con acqua inquinata. Se avessi abitato a Bodo il 28 agosto 2008, avresti visto una conduttura dell’oleodotto del Trans Niger incendiarsi e una fuoriuscita di petrolio riversarsi nella baia per ben due mesi; avresti anche potuto vedere come la Shell, responsabile dell’incendio, non solo non ha interrotto immediatamente il riversamento ma, addirittura, è arrivata dopo otto mesi nel tuo villaggio per portarti scorte di cibo clamorosamente insufficienti!
Se fossi uno dei 31 milioni di abitanti del Delta del Niger questa sarebbe la tua quotidianità!

Pubblicato il 04/09/2009
da Virginia

Il breve documentario racconta la storia della nascita di un movimento non violento per i diritti umani e la giustizia ambientale.

Pubblicato il 04/09/2009
da Virginia

Il video prende in esame l'impatto delle attività della Shell sui diritti umani della popolazione del Delta del Niger.