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Responsabilità delle aziende

Pubblicato il 01/02/2012
da Virginia

 

Sappiamo che sono stati fatti importanti passi avanti nella vicenda della Vedanta. L’Alta Corte ha rigettato il ricorso dell’azienda e confermato il verdetto di luglio 2011, che impedisce l’ampliamento della raffineria .

Ma ai piedi delle colline sacre degli adivasi, c’è ancora un altro problema, quello dell’impatto sull’ambiente dei rifiuti prodotti dalla raffineria esistente.

La raffineria ha un deposito di rifiuti tossici, che si estende su 38 ettari di terra. Lo stagno rosso è pieno fino all’orlo e lo scorso anno, durante la stagione dei monsoni, ci sono state delle gravi fuoriuscite. La raffineria della Vedanta e lo stagno di fango rosso sono situati a solo un chilometro dal fiume Vamsadhara, la principale fonte d'acqua della regione; quattro villaggi sono molto vicini alla raffineria e altri otto sono a valle del fiume.

Pubblicato il 27/01/2012
da Virginia

La reputazione dei Giochi Olimpici di Londra 2012 ha subito ieri un duro colpo.

Meredith Alexander, commissario etico della Csl, la Commissione per una Londra sostenibile 2012, si è dimessa. Il motivo: le preoccupazioni destate dall’accordo di sponsorizzazione della Dow, la compagnia statunitense che, come sappiamo, è collegata al più grave disastro chimico dei nostri tempi, quello di Bhopal.

Meredith Alexander era stata nominata membro della Csl dal sindaco di Londra, Boris Johnson. La commissione di cui ha fatto parte fino a l’altro ieri ha difeso nelle ultime settimane la scelta del Locog, il Comitato organizzatore delle Olimpiadi che aveva incaricato la Dow di sponsorizzare il telone decorativo di 900 metri che cingerà lo Stadio Olimpico.

Pubblicato il 24/01/2012
da Laura R.

Il 18 gennaio ti abbiamo parlato di come Davide ogni tanto riesce a battere Golia, ovvero le multinazionali. Bene. Un’altra vittoria di Davide, ovvero delle comunità native, c’è stata proprio qualche giorno fa!

Hanno vinto gli agricoltori nativi majhi kondh e dalit, che da anni denunciano l’impatto ambientale, sociale e umano delle attività della raffineria della Vedanta Aluminium. Il 20 gennaio, infatti, l’Alta corte dello stato d’Orissa ha rigettato il ricorso dell’azienda e confermato il verdetto di luglio 2011.

Pubblicato il 18/01/2012
da Virginia

Nel 1993, quando il processo contro la Texaco ebbe inizio, pochi credevano che ci sarebbe stata giustizia per le popolazioni native della regione di Sucumbios . Era stata chiamata in causa la Texaco (poi fusa con la Chevron), una multinazionale petrolifera che per anni aveva estratto petrolio nella regione e riversato quantità indicibili di sostanze tossiche nell’ambiente.

Era una battaglia decisamente impari. Il Golia con cui battersi era troppo grande per il dimenticato Davide della foresta amazzonica.

Ma contro ogni previsione si è arrivati alla giustizia, e il caso dell’Ecuador non è l’unico.

Pubblicato il 03/01/2012
da Virginia

 

Vi ricordate della Trafigura? Vi abbiamo già parlato della vicenda di questa multinazionale britannica del trasposto petrolifero che, dopo aver cercato di liberarsi di due tonnellate di rifiuti tossici scaricandole nel porto di Amsterdam, le ha portate in Costa d’Avorio. Il risultato è stato di 15 morti e oltre 100.000 persone ricoverate, perchè avvelenate.

Il 23 dicembre questa storia si è arricchita di un altro capitolo, che è stato positivo, almeno in parte. Un tribunale olandese ha respinto il ricorso presentato da Trafigura contro la sentenza che l’aveva condannata perché aveva tenuto nascosto alle autorità olandesi la reale natura e la pericolosità dei materiali che intendeva scaricare ad Amsterdam e, successivamente, per aver illegalmente esportato il carico di rifiuti tossici in Costa d’Avorio.

Pubblicato il 19/12/2011
da Laura R.
Il documentario che vi proponiamo - “Oil for Nothing” – è stato realizzato da Luca Tommasini e prodotto da Campagna per la riforma della Banca mondiale (Crbm).

Attraverso numerose testimonianze e immagini, descrive gli impatti delle attività estrattive nel Delta del Niger e mette in evidenza come il fenomeno del gas flaring (il gas bruciato in torcia collegato all'estrazione del petrolio) e gli sversamenti di greggio comportino degli effetti molto negativi sull'ambiente e sulle comunità locali.

                                

 

Insieme a questo interessantissimo documentario, che è stato proiettato la prima volta il 22 novembre al Nuovo Cinema Aquila a Roma, vi segnaliamo anche l’intervista a Elena Gerebizza, di Crbm, che ha partecipato alla missione in Nigeria.

Buona lettura.

 

Pubblicato il 21/11/2011
da Virginia

Non sarà più tanto facile per la Shell far finta che tre anni fa a Bodo, nell’Ogoniland, in Nigeria, non sia accaduto nulla.

Quelle due fuoriuscite di petrolio sono infatti al centro di un contenzioso presso un tribunale britannico, a cui si è rivolta lo scorso anno la comunità di Bodo, dopo aver cercato di ottenere la bonifica e un adeguato risarcimento dalla Shell.

Ma non solo. Il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, in un recente rapporto, ha verificato che l’inquinamento da petrolio, in corso da molti anni, ha causato una devastazione nell'Ogoniland cui potrà essere posto rimedio in più di 25 anni. Le Nazioni Unite hanno raccomandato l'istituzione di un Fondo per il recupero ambientale da finanziare inizialmente con un miliardo di dollari e poi con ulteriori successivi contributi.

Pubblicato il 10/11/2011
da Laura R.

Che io viva o muoia è irrilevante. È sufficiente sapere che ci sono persone che hanno impiegato il loro tempo, soldi e energie per lottare contro questo male, tra i tanti che affliggono il mondo. Se non avranno vinto oggi, potranno farlo domani. Dobbiamo continuare a batterci per un mondo migliore, per tutta l’umanità. Ognuno di noi può contribuire un po’, ognuno nel proprio modo”. Ken Saro-Wiwa

Ken Saro-Wiwa scrittore, artista, giornalista, produttore televisivo è stato anche uno tra i più attivi e incredibili ambientalisti e difensori dei diritti umani che vogliamo ricordare, a 16 anni dalla sua uccisione – che ricorre oggi – per essersi battuto per i diritti della popolazione nigeriana, perché credeva in un mondo migliore!

Pubblicato il 07/11/2011
da Samanta

La Shell ha finalmente ammesso le sue responsabilità nella devastazione del territorio del Delta del Niger, ma le operazioni di bonifica tardano a cominciare e rischiano addirittura di arenarsi.
La corporation imputa a una mancanza di sicurezza nel paese il ritardo nell’avvio della bonifica. Nel frattempo la popolazione del Delta del Niger continua a vivere in un territorio insalubre, dove la pesca e l’agricoltura non sono più praticabili e dove vivere è diventato impossibile.
Al Jazeera si è occupata della vicenda e ha intervistato Audrey Gaughran di Amnesty International.

Pubblicato il 28/10/2011
da Alberto_

Nella grande città di Iure la vita degli abitanti scorre veloce, come le acque scure del fiume che l’attraversa. Nessuno guarda nessuno e molti rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie che qualcuno, in città, deve sopportare…

…per fortuna un gruppo di ragazze e ragazzi sono stanchi di subire ingiustizie e hanno deciso di cambiare le cose. Sono Azaan, Amita, Marius, Flora, Paula e Pietro, giovani abitanti di una città senza diritti che ha, però, tutte le carte in tavola per essere diversa. Basta giocare quelle giuste e seguire alcune regole.

Insieme vinceranno!

“Iure. La città dei diritti” è un gioco di società che ci aiuta a riflettere sulle situazioni di insicurezza, esclusione e impotenza in cui si trovano quotidianamente le persone che vivono in povertà e su come queste situazioni rappresentino concrete violazioni dei diritti umani.