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Responsabilità delle aziende

Pubblicato il 01/09/2010
da Virginia

Lo avevamo detto: la sentenza emessa lo scorso giugno per la fuga di gas a Bhopal è arrivata troppo tardi ed è stata troppo indulgente!

Il tribunale di Bhopal ha infatti condannato a soli due anni di carcere sette funzionari indiani della Union Carbide, dal cui stabilimento di Bhopal fuoriuscirono nel 1984 tonnellate di sostanze velenose che hanno ucciso circa 25.000 persone.

Pubblicato il 27/08/2010
da Virginia

Secondo i dati resi pubblici da un funzionario del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unep) sulle fuoriuscite di petrolio nello stato nigeriano dell’Ogoniland, queste dipenderebbero al 90 per cento da sabotaggio e attività criminali e solo per il 10 per cento da difetti degli impianti e negligenza  delle compagnie petrolifere, tra cui la Shell.

Da anni le organizzazioni ambientaliste e le comunità locali contestano questi dati. E anche Amnesty International ritiene che manchino di credibilità, in quanto la fonte sono le agenzie statali nigeriane che, nel corso delle inchieste sulle perdite di petrolio, vengono fortemente condizionate dalle compagnie.

Pubblicato il 25/08/2010
da Virginia

Dopo anni di lotta e di contestazioni, dopo numerose ispezioni da parte di commissioni governative, la voce dei dongria kondh e delle comunità native che vivono sulle colline di Niyamgiri è finalmente arrivata fino a Delhi e ha raggiunto il suo obiettivo: la miniera di bauxite, progetto proposto dalla Orissa Mining Corporation (di proprietà statale) e da una sussidiaria della britannica Vedanta Resources, la Sterlite Industries India, non si farà!

Con una storica decisione, adottata ieri 24 agosto, il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste ha bocciato il progetto in quanto non rispetta le leggi che tutelano l'ambiente e la foresta e, qualora fosse stato attuato, avrebbe violato i diritti dei dongria kondh e di altre comunità che vivono sulle colline di Niyamgiri.

Pubblicato il 26/07/2010
da Virginia

Venerdì 23 luglio, un tribunale olandese ha condannato la multinazionale Trafigura a pagare una multa di 1 milione di euro per la vicenda dei rifiuti tossici in Costa d’Avorio che ha avuto un impatto sulla vita di decine di migliaia di persone. Il tribunale ha anche dichiarato colpevoli un dipendente della società e il capitano ucraino della nave Probo Koala, che trasportava i rifiuti.

Pubblicato il 05/07/2010
da Virginia

Qualche giorno fa, il 2 luglio, la speranza per i dongria kongh di non vedere sventrata la loro collina sacra per fare posto alla miniera di bauxite della Vedanta ha segnato un passo avanti.
Infatti il ministro dell’Ambiente e delle foreste indiano ha dichiarato che sta per inviare una nuova squadra di esperti per indagare sulla miniera progettata dalla Vedanta prima di decidere se accordare o meno l’autorizzazione al progetto.
Questo team, che dovrà riferire entro il 28 luglio quando a Londra si terrà l’assemblea degli azionisti della compagnia britannica, deve valutare il potenziale “impatto della miniera sui mezzi di sostentamento, la cultura e il benessere materiale dei dongria kondh” nonché quello sulla natura e la biodiversità delle aree vicine.

Pubblicato il 04/06/2010
da Laura R.

Il 18 maggio scorso, i nostri colleghi di Amnesty Olanda hanno consegnato all’amministratore delegato della Shell, Peter Voser (nella foto), le oltre 175.000 firme raccolte in questi mesi sulla petizione che chiedeva la bonifica completa di tutti i siti inquinati dal petrolio nel Delta del Niger e la pubblicazione delle informazioni sull'impatto delle operazioni petrolifere sull'ambiente e sui diritti umani.

La consegna è avvenuta durante l’assemblea degli azionisti Shell. Prima dell’inizio dell’assemblea, a tutti i soci è stato consegnato materiale informativo sulle attività della Shell nel Delta del Niger, dove la compagnia petrolifera ha numerosi giacimenti di petrolio. Qui, l'inquinamento da petrolio continua a danneggiare le risorse fondamentali per la sussistenza delle comunità, come l'agricoltura e la pesca. Inoltre, raramente le persone vengono informate sulle possibili conseguenze delle attività petrolifere sull'ambiente e sui diritti umani.

Pubblicato il 12/05/2010
da Virginia

Lunedì 10 maggio potrebbe diventare una data significativa nella battaglia dei dongria kondh per salvare la loro foresta, le loro montagne e il loro Dio dal progetto minerario della compagnia britannica Vedanta.

Infatti è ripresa, presso un tribunale di Delhi (National Environment Appellate Authority), l’udienza ufficiale per il ricorso contro l’autorizzazione alla realizzazione della miniera di bauxite della Vedanta a Niyamgiri, nello stato di Orissa, in India.

Pubblicato il 10/05/2010
da Virginia

Una donna a Porgera, dopo lo sgombero forzato dalla sua abitazioneVi ricordate delle popolazioni native che abitano nei pressi della miniera d’oro di Porgera, in Papua Nuova Guinea? Vi abbiamo già raccontato di come centinaia e centinaia di persone erano state sgomberate e lasciate senza un alloggio, di come la polizia aveva distrutto le loro case, coltivazioni e beni personali.

Vi abbiamo anche detto che queste forze di sicurezza hanno il sostegno della Barrick Gold, la compagnia mineraria canadese che possiede il 95 per cento della miniera di Porgera e che, sulla base di un accordo, fornisce alloggio, cibo e carburante alla polizia.
 

Pubblicato il 02/04/2010
da Virginia

Il 14 marzo scorso l’organizzazione Milieudefensie (Amici della terra Olanda), insieme a due agricoltori nigeriani, ha chiesto alla Corte dell'Aia di obbligare la Shell a consentire l’accesso ai suoi documenti interni, per individuare ulteriori prove del legame tra il quartiere generale della compagnia petrolifera e le sue succursali in Nigeria.

Secondo le parti lese, alla luce di questo legame, la Shell è responsabile dei danni causati dalla attività di queste succursali; l’industria petrolifera, però, nega qualsiasi coinvolgimento così come non accoglie le richieste di bonificare le aree contaminate e di risarcire le vittime per i danni provocati.

Pubblicato il 17/02/2010
da Virginia

Quando le 30.000 vittime dello scandalo dei rifiuti tossici della Trafigura potranno mettere la parola fine a questa assurda vicenda? Oggi sicuramente no. Infatti dopo la decisione del tribunale ivoriano del 22 gennaio scorso, questo caso si arricchisce di un altro paradossale capitolo: un accordo sottoscritto dallo studio legale delle vittime e la fantomatica organizzazione che pretende di rappresentarle.

Sulla base di questo accordo, lo studio Leigh Day & Co e il Coordinamento nazionale delle vittime dei rifiuti tossici in Costa d'Avorio (Cnvdt-ci) supervisioneranno delle procedure per verificare la validità delle singole richieste di risarcimento (circa 1150 euro a persona). Verificata ciascuna domanda, le vittime potranno ritirare il risarcimento nelle tre domeniche successive, presso le succursali della Société Générale.