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Sarkozy sceglie la via della discriminazione dei rom

Discriminazione, espulsioni, dichiarazioni stigmatizzanti di rom e girovaghi: questa è stata la risposta del governo francese a un problema di ordine pubblico, presentatosi a Saint-Aignan, valle della Loira, oltre un mese fa quando l’area era stata teatro di violente proteste innescate dall’uccisione da parte della polizia di un giovane girovago che sedeva al posto accanto al conducente di una macchina che, secondo quanto riportato, non si sarebbe fermata a un posto di blocco.

Questi eventi sono stati seguiti da diversi commenti del presidente Sarkozy, che si è riferito ai campi irregolari come “fonti” di criminalità, tra cui lo sfruttamento dei minori e la prostituzione. In questo clima, il governo francese ha annunciato il 28 luglio la chiusura di circa 300 campi irregolari nel giro di tre mesi, ha espulso 216 rom in Romania e Bulgaria tra il 19 e il 20 agosto, e predisposto l’espulsione di altre 800 entro la fine di questo mese.

Le autorità francesi hanno scelto quindi di non rispettare l’obbligo imposto dal diritto internazionale di garantire a tutte le persone il diritto a un alloggio adeguato, inclusi rom e girovaghi.

Inoltre, hanno scelto di alimentare la discriminazione e la stigmatizzazione dei rom invece di combatterle attraverso l’attuazione di alcune norme nazionali, come quella che obbliga le municipalità con oltre 5000 abitanti a prevedere luoghi di sosta autorizzati per girovaghi, e la rimozione di quelle discriminatorie nei confronti dei girovaghi, quali l'obbligo di portare con sé un permesso di viaggio e la limitazione del diritto di voto.

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