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Belgrado: non sgomberare Vidikovac!

Le autorità agiscono come se fosse colpa nostra se viviamo nei campi, come se lo avessimo scelto. Quale alternativa abbiamo? Se sei rom non hai molta scelta”.

Il 30 luglio scorso, nostri ricercatori hanno visitato l’insediamento informale di Vidikovac, Belgrado. Dall’inizio di luglio, le autorità minacciano di sgomberare forzatamente le 70 famiglie rom che col tempo si sono stabilite qui. Secondo le autorità le case vanno demolite perché mancano dei servizi igienico-sanitari, ma non hanno specificato alcun piano di riallocazione né chiarito come tutelare i loro diritti umani.

Delle 70 famiglie, 35 sono arrivate nell’aprile 2010, dopo lo sgombero forzato eseguito dall’altro lato della strada. A queste persone non fu offerto un alloggio alternativo né assistenza e compensazione. Altre 20 famiglie erano state sgomberate da un’altra area. Alcuni residenti vi sono giunti dopo essere da paesi dell’Unione europea, che li avevano rinviati forzatamente nel 2006 e 2008, o dal sud della Serbia negli anni Novanta per cercare un lavoro ma, non riuscendovi, si sono stabiliti negli insediamenti sparsi per Belgrado.

Vidikovac è l’ennesima riprova del circolo vizioso degli sgomberi forzati, che lasciano senzatetto le persone e con l’unica alternativa di crearsi un riparo di fortuna dove possono.
 

Per rompere questo circolo, le autorità serbe devono sviluppare un piano sostenibile di riallocazione che assicuri il diritto a un alloggio adeguato per tutte le comunità colpite.

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