Costa d’Avorio: Trafigura condannata per i rifiuti tossici
Venerdì 23 luglio, un tribunale olandese ha condannato la multinazionale Trafigura a pagare una multa di 1 milione di euro per la vicenda dei rifiuti tossici in Costa d’Avorio che ha avuto un impatto sulla vita di decine di migliaia di persone. Il tribunale ha anche dichiarato colpevoli un dipendente della società e il capitano ucraino della nave Probo Koala, che trasportava i rifiuti.
Dopo le paradossali vicissitudini legate a questa tragedia, che hanno visto le vittime essere diverse volte sul punto di non poter riscuotere il risarcimento per i danni provocati da circa 600 tonnellate di rifiuti con sostanze velenose, la sentenza emessa la settimana scorsa rappresenta un passo avanti verso la giustizia per questa tragedia. Ma non la chiude definitivamente.
Sicuramente è fondamentale aver stabilito la responsabilità di una multinazionale nell’esportazione di rifiuti in Costa d’Avorio, ma ancora troppe domande restano senza risposta.
Ad esempio, perché le autorità olandesi, che avrebbero dovuto prevenire questa tragedia, non hanno impedito che la Probo Koala lasciasse le coste dell’Olanda? Inoltre, qual è stato l’impatto sulla salute degli abitanti delle aree inquinate? E queste sono state decontaminate?
Amnesty chiede che queste domande abbiano una risposta e alla comunità internazionale di imparare una lezione dalla vicenda Trafigura: gli stati devono fare di più affinché le multinazionali rispettino i diritti umani, sia nel territorio nazionale che oltre i confini.
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