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Romania: fermare gli sgomberi forzati dell’insediamento di Craica!

Rimanere senzatetto, non avere un posto dove dormire e più in generale vivere, non poter più mandare i bambini a scuola; questo hanno provato i residenti di Kabete Nitd (Kenya) sgomberati sabato scorso, e queste sono le paure di chi teme di essere sgomberato forzatamente, come gli abitanti dell’insediamento di Craica, a Baia Mare in Romania.

Secondo quanto riportato da giornali e organizzazioni locali, il 10 giugno 2010, l’allora vicesindaco Mircea Dolha annunciò la demolizione entro un mese delle case di circa 200 famiglie rom nell’area di Craica. Questo sgombero, se attuato senza le obbligatorie salvaguardie, colpirà circa 1100 persone e obbligherà molte di loro a trovare sistemazione di fortuna, visto che solo per alcune è stato previsto un alloggio alternativo. Gli altri, quelli meno fortunati, saranno in parte trasferiti presso una fabbrica di rame e in parte – quelli che non sono originari dell’area di Baia Mare – costretti a ritornare nel luogo in cui hanno l’originaria residenza e non potranno più tornare a Baia Mare.

In questo modo la Romania viola obblighi internazionali che invece deve rispettare. In primis quello di non effettuare sgomberi forzati, ossia di non trasferire le persone contro la loro volontà dagli alloggi o dal terreno che occupano, senza protezione legale o altre salvaguardie come una consultazione effettiva con gli interessati e l’offerta di un alloggio alternativo adeguato, a prescindere se l’abitazione o il terreno in questione siano di proprietà, in affitto od occupati. Inoltre le autorità rinviando le persone nei luoghi della residenza originaria non rispettano il diritto alla libertà di movimento e quello di scegliere il luogo in cui risiedere.

Per questo chiediamo alle autorità di Baia Mare di fermare questi sgomberi.

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