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Indonesia: stesso lavoro, diversi diritti

Attualmente in Indonesia circa 2 milioni e 600mila lavoratori domestici sono privi della tutela legale garantita dalla Legge 2003 sul lavoro. Questo significa che a 2 milioni e 600mila persone, molte delle quali donne e ragazze, non sono riconosciuti gli stessi diritti degli altri lavoratori né le stesse misure di protezione; per loro potrebbe non esistere ragionevoli limitazioni alla durata della giornata lavorativa e potrebbero non essere mai applicate le norme in materia di remunerazione, riposo e ferie.

Di conseguenza molte donne e ragazze lavoratrici domestiche vivono e lavorano in condizioni di sfruttamento economico, povertà e subiscono discriminazione di genere. Spesso sono vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale sul posto di lavoro. A molte di loro sono negati i diritti sessuali e riproduttivi, perché non possono accedere ai servizi e alle informazioni sulla pianificazione familiare, sui contraccettivi e sulla prevenzione dell’Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmissibili.

Da tempo, diverse organizzazioni si stanno battendo affinché il parlamento adotti una legge specifica sui lavoratori domestici, che ne permetta il riconoscimento giuridico e protegga i loro diritti. E il parlamento di Jakarta ha fatto dei passi in avanti, includendo nell’agenda legislativa per il 2010 un progetto di legge sui lavoratori domestici.

Resta però la resistenza della IX Commissione parlamentare. Chiamata a supervisionare la stesura della legge, l’organismo a più riprese ha dimostrato uno scarsissimo interesse nei confronti di questo progetto di legge.

Ed è a questa Commissione che ci rivolgiamo per chiedere la fine di questa evidente discriminazione e un impegno concreto affinché la legga sia elaborata e sottoposta al parlamento in tempi brevi.

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