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Obiettivi di sviluppo del millennio: nessuna concretezza senza i diritti umani!

Otto obiettivi da raggiungere entro il 2015 per sradicare la povertà: con questa solenne promessa, 10 anni fa, gli stati riuniti nell’Assemblea generale dell’Onu si sono impegnati a garantire un futuro più equo alle persone più povere ed escluse del pianeta.

Eppure, sono proprio questi gruppi più deboli che rischiano di essere tagliati fuori dalle azioni per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm). Questo perché gli Osm non prendono in considerazione le violazioni dei diritti umani che causano e perpetuano la povertà e impegnano gli stati a un livello addirittura inferiore rispetto agli obblighi derivanti dal diritto internazionale.

Analizziamo, ad esempio, l’Osm 3 “Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne”, che dovrebbe realizzare le richieste della Dichiarazione del millennio del 2000 di “promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne”, “combattere tutte le forme di violenza contro le donne e attuare la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne”.

La discriminazione contro le donne, insieme alla violenza di genere e altre violazioni dei diritti umani, è presente in tutti i continenti e in ogni società. Le donne non hanno le stesse opportunità degli uomini né le stesse risorse. In molti paesi non lavorano, non partecipano alla vita pubblica, non ricevono un’istruzione, non accedono alle cure mediche e sono obbligate a matrimoni precoci. Spesso sono doppiamente discriminate, in quanto donne e perché appartenenti a comunità native o gruppi minoritari. Le donne costituiscono il 70 per cento delle persone che vivono in povertà e i due terzi dei 780 milioni di persone che non sanno leggere. Nel 2007, le bambine erano la maggioranza dei 101 milioni di bambini che non frequentavano la scuola primaria.

Di fatto però, l’Osm 3, ad esempio, è stato ridotto a un unico target, quello di eliminare la disparità di genere nel campo dell’istruzione, misurabile attraverso indicatori quali la percentuale di donne impiegate in settori diversi da quello agricolo e la loro presenza nei parlamenti nazionali, ignorando così tutti gli altri ambiti di discriminazione. Questo comporta che gli stati non affrontino la disuguaglianza strutturale e l’esclusione, nelle politiche e nei programmi che attivano per raggiungere gli Osm.

Ma senza diritti umani, gli Osm hanno poche probabilità di essere concreti, tradiscono le speranze e le ambizioni della Dichiarazione del millennio e impediscono di realizzare l’obiettivo ultimo: sradicare la povertà.

Per questo chiediamo agli stati di combattere la discriminazione di genere in tutte le loro azioni per realizzare gli Osm, di rimuovere le barriere specifiche che impediscono alle donne di realizzare i loro diritti, di abolire le leggi discriminatorie e occuparsi delle pratiche tradizionali e delle leggi consuetudinarie che minacciano i diritti umani; ma anche di adottare tutte le misure necessarie per combattere la violenza di genere e assicurare alle donne l’accesso alla giustizia, ai rimedi legali e la partecipazione alla vita pubblica.

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