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La strada giusta per combattere la povertà

Ti sarà sicuramente capitato di sentir parlare - negli ultimi mesi in particolare - degli Obiettivi di sviluppo del millennio, la più importante iniziativa mondiale contro la povertà. Fissati a partire dalla Dichiarazione del millennio delle Nazioni Unite, adottata dall’Assemblea generale Onu nel settembre del 2000, gli Obiettivi chiariscono cosa la comunità internazionale spera di ottenere entro il 2015.

I governi si sono impegnati a realizzare 8 Obiettivi specifici entro il 2015:
 

Obiettivo 1 - Sradicare la povertà e la fame estrema

Obiettivo 2 - Ottenere l’istruzione primaria universale

Obiettivo 3 - Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne

Obiettivo 4 - Ridurre la mortalità infantile

Obiettivo 5 - Migliorare la salute materna

Obiettivo 6 - Combattere Hiv/Aids, la malaria e altre malattie

Obiettivo 7 - Assicurare la sostenibilità ambientale

Obiettivo 8 - Sviluppare la collaborazione globale per lo sviluppo
 

Seppur fondamentali per contrastare la povertà mondiale, gli Obiettivi non affrontano in maniera sufficiente le violazioni dei diritti umani nonostante, lo ribadiamo, il rispetto dei diritti umani sia la chiave per combattere la povertà.

Rispettare i diritti significa che i governi devono affrontare la discriminazione e migliorare l’uguaglianza tra le persone; realizzare i diritti economici, sociali e culturali e permettere a tutti di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano i loro diritti.

Ma se gli Obiettivi lasciano fuori i diritti umani, difficilmente potranno essere realizzati. Solo per fare un esempio, l’Obiettivo n. 5 è fortemente pregiudicato dalla discriminazione di cui le donne sono spesso vittima, come accade in Perù dove le donne native hanno accesso limitato al servizio sanitario perché non hanno i documenti di identità necessari, perché non possono affrontare i costi delle cure mediche e perché negli ospedali manca il personale che parli la loro lingua.

Per raggiungere gli Obiettivi i governi devono lavorare tanto. Devono anzitutto assicurare che chi ha subito violazioni dei diritti umani possa rivolgersi a tribunali, commissioni nazionali e a tutti gli altri meccanismi di tutela e giustizia. Ad esempio, le future mamme della Sierra Leone, a cui sono state negate le cure, devono avere la possibilità di ottenere giustizia nei tribunali.

Il 18 giugno, i leader d’Europa si riuniranno sotto la presidenza spagnola del Consiglio Europeo per definire e concordare la posizione europea sugli Obiettivi di sviluppo del millennio che sarà presentata tra il 20 e il 22 settembre al vertice Onu di New York quando i leader mondiali si riuniranno per valutare i progressi fatti in questi dieci anni.

Chiediamo ai governi di mettere i diritti umani al centro delle loro politiche sugli Obiettivi. Solo così la storica premessa di “sconfiggere la povertà entro il 2015” potrà essere mantenuta.

Firma la cartolina al governo italiano
 

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