Da casa a scuola: la strada è più lunga per i bambini rom
Per tutti noi la casa è il luogo in cui ci svegliamo la mattina, facciamo colazione, ci laviamo, ci vestiamo. Bambine e bambini escono per andare a scuola, a piedi o in macchina. La strada che fanno è sempre quella, almeno due volte al giorno. Per tantissimi giorni.
Dovrebbe essere così per tutti i bambini. Ma per quelli rom, la storia è un po’ diversa.
A causa degli sgomberi forzati, molte persone rom sono costrette a lasciare la loro case e a trasferirsi in un altro posto. Per molti bambini rom, come quelli della scuola di via dei Pini a Milano, questo significa, non poter più andare a scuola e per tanti altri dover cambiare amici, compagni di classe e insegnanti. E non solo a Milano.
A Roma, per effetto del “Piano nomadi”, molti bambini e bambine rom sono stati e saranno costretti a spostarsi dalle loro case in villaggi fuori città. Per loro, la strada da percorrere non è sempre quella. È cambiata, è molto più lunga e per chi la percorre, non porta alla propria classe, alle maestre che conoscono né agli amici con cui stavano crescendo.
In questo modo il “Piano nomadi” espone i bambini e le bambine rom a ulteriore discriminazione e segregazione.
Per questo abbiamo deciso di dare la parola a bambine/i e ragazze/i di tutta Italia, affinché anche loro possano chiedere al Prefetto di Roma di rispettare i diritti dei loro coetanei rom, realizzando un disegno o scrivendo un messaggio.
Tutte le istruzioni per partecipare all’azione sono disponibili sul file pdf dell’Azione Urgente Kids.
Ricordati che agire subito è importante: inviaci i tuoi disegni entro il 15 maggio!
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