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Caso Trafigura: un altro paradossale capitolo!

Quando le 30.000 vittime dello scandalo dei rifiuti tossici della Trafigura potranno mettere la parola fine a questa assurda vicenda? Oggi sicuramente no. Infatti dopo la decisione del tribunale ivoriano del 22 gennaio scorso, questo caso si arricchisce di un altro paradossale capitolo: un accordo sottoscritto dallo studio legale delle vittime e la fantomatica organizzazione che pretende di rappresentarle.

Sulla base di questo accordo, lo studio Leigh Day & Co e il Coordinamento nazionale delle vittime dei rifiuti tossici in Costa d'Avorio (Cnvdt-ci) supervisioneranno delle procedure per verificare la validità delle singole richieste di risarcimento (circa 1150 euro a persona). Verificata ciascuna domanda, le vittime potranno ritirare il risarcimento nelle tre domeniche successive, presso le succursali della Société Générale.

Questo accordo è assurdo e pericoloso. Assurdo perché gli avvocati delle vittime sono stati costretti a scendere a patti con un’organizzazione la cui pretesa di rappresentare le vittime è palesemente falsa. Pericoloso perché lascia in sospeso troppe questioni. Ad esempio, ci chiediamo dove potrà finire il denaro che le vittime non reclameranno nelle suddette succursali. Forse nel conto bancario del Cnvdt-ci?
 

Senza considerare, inoltre, che stabilire una data precisa e un luogo prestabilito per il ritiro del risarcimento espone le persone al rischio di essere derubate. Rischio decisamente reale se si considera che dal 12 febbraio, quando il presidente Laurent Gbagbo ha sciolto il governo e la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere le manifestazioni, la situazione ad Abidjan è molto tesa.

Per questo motivo chiediamo alle autorità di garantire un servizio d’ordine, nel pieno rispetto dei diritti umani, affinché le vittime possano incassare il loro risarcimento senza correre rischi.

 

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