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Caso Trafigura: una parodia della giustizia!

Una parodia della giustizia. In 30 anni di esperienza, non ho memoria di una decisione più deprimente”. Questo il commento di Martyn Day, avvocato di Leigh & Co, lo studio legale che rappresenta le vittime dello scandalo dei rifiuti tossici della Trafigura, dopo la decisione presa il 22 gennaio da un tribunale ivoriano di trasferire i 45 milioni di dollari destinati alle vittime nel conto di Claude Gohourou, membro del Coordinamento nazionale delle vittime dei rifiuti tossici in Costa d'Avorio (Cnvdt-ci), una fantomatica organizzazione che aveva dichiarato di rappresentare le vittime.

Nell’agosto del 2006, la nave Probo Koala, noleggiata dalla compagnia petrolifera britannica Trafigura, aveva scaricato rifiuti tossici in diverse aree di Abijan, la capitale della Costa d’Avorio. I residui di lavorazione contenevano, come documentato anche da un’inchiesta del Guardian, due tonnellate di idrogeno solforato, una sostanza altamente velenosa. Oltre 100.000 persone sono state ricoverate e 15 sono morte.

Tra i sopravvissuti al disastro, 30.000 persone hanno intentato un’azione giudiziaria presso l’Alta corte d’Inghilterra e Galles contro la Trafigura. L’azienda ha deciso per un accordo che, stipulato il 23 settembre scorso, l’ha impegnata a versare 45 milioni di dollari (circa 1150 euro a persona) a titolo di risarcimento. Tanto nella documentazione giudiziaria del caso quanto in quella dell’accordo, non è mai comparso il nome del Cnvdt-ci, eppure Claude Gohourou, presentando la sua organizzazione come rappresentante delle “vittime reali”, è riuscito prima a bloccare il versamento del denaro e dopo a ottenerne il trasferimento a suo favore.

Questa è un’appropriazione indebita del risarcimento tanto atteso dalle vittime!

Dopo il 22 ottobre, quando il Cnvdt-ci si è rivolto al tribunale per bloccare i fondi, abbiamo chiesto al ministro della Giustizia britannico, Jack Straw, di fare pressioni sul suo omologo ivoriano per evitare quest’ingiustizia; oggi chiediamo a gran voce che questa assurda decisione venga sospesa e che le vittime possano presentare appello.

 

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