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"Write for Rights": il potere di una firma!

Care amiche, cari amici di Amnesty International che mi avete scritto, che avete chiesto informazioni su di me e sulla mia situazione in carcere … ovunque siate, grazie! Grazie per avermi dato forza e speranza di vita. Arriveranno i nostri giorni migliori, quello che non abbiamo ancora mai vissuto, in cui faremo brillare la candela della speranza e della felicità…”.
Adnan Na’im Abdallah, palestinese arrestato dall’esercito israeliano nel gennaio 2003 mentre andava a trovare una persona malata.
 

Ma le azioni urgenti e gli appelli possono salvare una vita? La risposta è sì.

Dal 19 marzo 1973, data in cui è stato lanciato il primo appello in favore di Luíz Basilio Rossi, arrestato e minacciato di tortura in Brasile a causa delle sue idee politiche, abbiamo fatto arrivare centinaia di migliaia di appelli sul tavolo, al fax, al telefono e nella casella di posta elettronica di ministri, presidenti, autorità, anche nei posti più dimenticati del mondo. E così abbiamo scongiurato esecuzioni capitali, ottenuto la liberazione di chi era stato arrestato solo per aver manifestato pacificamente le sue opinioni, posto fine alla tortura, alla discriminazione, assicurato cure mediche a chi ne aveva bisogno.

Un appello o un’azione urgente non sono solo richieste specifiche, ma hanno un significato più profondo, quello di un messaggio rivolto ai potenti: “Sappiamo quello che state facendo, ponete fine alle violazioni dei diritti umani!”.

Solo di recente, e grazie anche all’aiuto di chi ci ha seguito su questa community, abbiamo raccolto 30.000 firme per porre fine alla mortalità materna in Sierra Leone e oltre 10.000 per sollecitare il governo indiano a non dimenticare Bhopal.

Adesso ti chiediamo di partecipare alla maratona mondiale di raccolta firme, attiva fino al 13 dicembre, “Write for Rights - una lettera per i diritti umani” in favore di attivisti e difensori dei diritti umani in quattro paesi: in Colombia, dove più di 170 persone della Comunità di pace sono state uccise o sottoposte a sparizioni forzate e altre sono minacciate; in Nicaragua, dove nove attiviste sono sotto processo per aver portato avanti una campagna per il diritto delle donne all'accesso ai servizi sanitari per la salute sessuale e riproduttiva; in Uzbekistan, dove due prigionieri di coscienza sono in carcere dopo un processo iniquo e in Vietnam dove due avvocati sono in carcere a causa del loro lavoro in difesa dei diritti umani.

Fai sentire il potere della tua firma, aiutaci a superare le 300.000 firme!

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