Da Passignano sul Trasimeno un messaggio per il Locog

Dal 30 luglio al 4 agosto, a Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia, Sarah, Martino, Lorenzo, Alice, Ginevra, Giulia, Matilde M. F., Agata Sofia, Riccardo, Younes, Amedeo, Francesca, Stella, Émilie, Andrea Rita e Daniele hanno partecipato al campo giovani estivo “U4Rights”.
Tra i vari momenti di approfondimento, quello sulla responsabilità delle aziende ha destato molto interesse e ne è nata una splendida attivazione rivolta al Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra 2012 perché non dimentichi la tragedia di Bhopal. Scopriamola dalle parole dei ragazzi.
Buona lettura!
Qui al campo di Amnesty International “U4Rights” a Passignano sul Trasimeno, noi ragazzi – studenti dai 12 ai 20 anni – stiamo affrontando il tema dei diritti umani in diversi ambiti. Sin dal primo giorno ci siamo concentrati sul disastro di Bhopal di 27 anni fa e sulla petizione collegata che Amnesty sta portando avanti in questo periodo.
L'Ucc (Union Carbide), società inglobata dal 2001 dalla Dow Chemical, si è resa responsabile nel 1984 dello scoppio della propria fabbrica sul territorio di Bhopal, provocando gravissimi danni ambientali e migliaia di morti. Se ancora oggi ne parliamo e ci battiamo per la popolazione, è perché non è ancora stata fatta giustizia e la città sta continuando a pagare per un incidente di cui non è responsabile e al quale non è stato posto alcun rimedio. Né la Ucc in passato, né la Dow Chemical a partire dal 2001, hanno ritenuto di doversi scusare pubblicamente e di fornire un risarcimento alla popolazione colpita.
Respiriamo proprio in questi giorni l’atmosfera delle Olimpiadi, per le quali il Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra 2012 (Locog) ha deciso di scegliere proprio la Dow Chemical come uno dei maggiori sponsor ufficiali.
Nel rispetto della popolazione colpita direttamente e della parte di essa che subisce le conseguenze del disastro del 1984, Amnesty chiede dal 2011 al Locog la rimozione dello sponsor Dow e pubbliche scuse alla popolazione.
È per sostenere tale posizione che, oltre all’organizzazione di una raccolta firme, qui al campo abbiamo deciso anche di attivarci in modo più incisivo. Pensiamo di mandare un messaggio che connetta la scelta degli sponsor da parte del Locog a ciò che un incidente del genere rappresenta per le vittime di Bhopal: distruzione, malattia, morte.
Se un atleta olimpionico si trovasse a correre, nuotare, saltare, lanciare un giavellotto con una mascherina? Se il territorio intorno a lui non fosse uno stadio nuovo e pieno di spettatori, ma una landa desolata? Con delle fotografie realizzate e interpretate da noi ragazzi, nonché un breve videoclip del making off, mandiamo il nostro contributo solidale alla protesta che va avanti a Londra, ai cittadini di Bhopal e alle vittime tutte.
Le Olimpiadi sono un punto di incontro di popolazioni e nazioni, tutte ugualmente meritevoli di vivere in una società tranquilla, sana e pulita. Una società che consenta anche di dedicarsi alle attività sportive. Si immagini un popolo che non c’è più, che non ha più la possibilità di esprimersi come società… Pur non potendo né dovendo esercitare alcun influenza sui contesti politici, bellici e sociali delle singole nazioni mondiali, di certo le Olimpiadi non dovrebbero essere indifferenti davanti a una popolazione in serie difficoltà, anzi dovrebbero incentivare il suo riscatto e la rivendicazione della sua identità.
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