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“Io non sgombero” a Tor de Cenci

  “È bello stare qui tutti insieme e ricevere l’appoggio di tutte queste persone. Ci fa sentire meno soli nella nostra battaglia contro lo sgombero e il trasferimento. Tuttavia, nonostante la gioia di stare qui insieme a voi, ci restano la paura e l’incertezza per il nostro futuro e quello dei nostri figli”.

Maryam, giovane donna rom originaria della Macedonia, vive a Tor de’ Cenci. L’ho incontrata martedì 10 luglio quando nel campo di Tor de’ Cenci attivisti di Amnesty International, Arci e Sant’Egidio hanno voluto opporsi, insieme agli abitanti, all’imminente chiusura del campo pianificata dal Comune di Roma.

Ma non immaginatevi che ci si siamo opposti con la forza. No, l’evento “Io non discrimino” è stato una festa! Nel pomeriggio, i bambini hanno iniziato a giocare, cantare e ridere, mentre guardavano incuriositi gli artisti che si preparavano ad alternarsi sul palcoscenico. Era la prima volta che si vedevano musicisti e attori al campo di Tor de’ Cenci, venuti per sostenere i residenti con uno spettacolo interamente dedicato a loro: un momento di solidarietà durante il quale gli abitanti del campo hanno potuto, almeno per un giorno, sentirsi parte integrante della società italiana, mai più soli nella battaglia per il riconoscimento dei loro diritti.

Alle 18.30, finalmente lo spettacolo ha avuto inizio. Il palco è stato posizionato nel piazzale, tra i container installati dal comune di Roma ormai più di 10 anni fa. Cosí hanno cominciato ad esibirsi tra gli applausi generali Moni Ovadia, Tetês de Bois, Militant A-Assalti Frontali, Ulderico Pesce, Dj Efrem dei Borghetta Style, Ghetto Youth Spinaceto. Si è anche esibito in balli tipici il gruppo di danza rom Cheja Celen.

Molti abitanti si sono avvicinati curiosi al banchetto di Amnesty per informarsi sulle iniziative lanciate per fermare questo sgombero, chiedendo di partecipare in prima persona. Alcuni hanno addirittura fatto la fila per firmare la nostra petizione rivolta al Sindaco, nel giro di poche ore abbiamo raccolto oltre 150 firme. I più giovani leggevano curiosi i nostri volantini e documenti.

Insomma, è stato un vero momento di festa e di solidarietà!

La nostra iniziativa a Tor de’ Cenci si è chiusa a mezzanotte, tra canti rom e balli... Alla fine, forse qualcuno avrebbe voluto che la serata continuasse, chissà, per dimenticare almeno per qualche altra ora la minaccia di sgombero.

Negli ultimi mesi, le autorità locali hanno dichiarato varie volte di voler chiudere Tor de’ Cenci, e i residenti vivono nell’incertezza di cosa accadrà. Il sindaco e la vice sindaco di Roma sembrano determinati a chiudere il campo e a trasferire i residenti al campo de La Barbuta, senza offrire alternative. Molti degli abitanti di Tor de’ Cenci sono preoccupati per le conseguenze di un trasferimento in un campo cosí periferico, che non permetterà l’inserimento della comunità rom nel tessuto sociale e renderà difficoltoso il percorso scolastico dei bambini. Lo spostamento potrebbe quindi comportare ulteriore discriminazione ed esclusione per queste famiglie.

Questo piano di chiusura rientra tra le tante misure “tampone” individuate dalle autorità. Sono misure che non risolvono la questione abitativa dei rom, né affrontano il problema principale della discriminazione, ma anzi aggravano la situazione attraverso la segregazione in campi sempre più lontani dalla città. Queste misure sono inoltre adottate con modalità – per quanto riguarda la consultazione, la notifica, le alternative, le vie di rimedio – che spesso non riflettono minimamente gli standard internazionali.

L’iniziativa “Io non sgombero” ha rappresentato un momento importante di incontro e solidarietà. Adesso chiediamo che il Comune di Roma mostri il coraggio di fermare questo piano di chiusura, che è semplicemente ingiusto e dannoso.

Cosi la paura e l’incertezza di Maryam potranno finire.

Per dirla con le parole di Asan, un altro abitante del campo: “Dopo tutti questi anni, la nostra unica speranza è che non ci sgomberino, perché qui resta il nostro futuro e quello dei nostri figli”.

 

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