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Delta del Niger: 300.000 persone chiedono alla Shell di ammettere, pulire e pagare!

Oggi i colleghi del Segretariato di Amnesty International, insieme a studenti attivisti, consegneranno le firme raccolte in questi mesi alla petizione indirizzata alla Shell.

Ringraziamo quanti di voi hanno preso parte a quest’azione; in Italia abbiamo raccolto circa 5000 firme che consegneremo insieme alle altre raccolte in oltre 20 paesi in cinque continenti.

Con questa petizione chiediamo con urgenza a Peter Voser, direttore esecutivo di Shell, di ammettere le responsabilità dell’azienda per i dannosi impatti dell’inquinamento petrolifero nel delta del Niger e di stanziare la somma di un miliardo di dollari, individuata dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), quale importo iniziale necessario a costituire un fondo indipendente destinato alla bonifica dell'Ogoniland.

Quest’attivazione rientra nella campagna globale di Amnesty International che, insieme alle organizzazioni della società civile e le comunità colpite nel delta del Niger, chiede all’azienda e al governo nigeriano di agire immediatamente e bonificare i territori inquinati.

A ricevere le 309.190 firme sarà Dick Benschop, direttore di Shell Olanda.

La consegna della petizione giunge dopo la settimana d’azione di aprile scorso in cui gruppi della società civile e comunità colpite del delta del Niger si sono uniti a migliaia di attivisti di Amnesty International in tutto il mondo per manifestare la loro opposizione alla condotta della Shell nella regione. Al termine della settimana d’azione i gruppi della società civile hanno emesso una dichiarazione congiunta delineando in dettaglio le preoccupazioni e le raccomandazioni per la Shell e il governo nigeriano.

Nei prossimi giorni posteremo le foto della consegna e vi racconteremo com’è andata.
 

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