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Dalla Nigeria il racconto di un attivista

In occasione dell’Assemblea dei nostri soci, che si è tenuta a Senigallia a fine aprile, abbiamo invitato David Vareba, un attivista di Bodo, il villaggio nigeriano che conoscete bene per le fuoriuscite di petrolio dagli impianti della Shell.

David Vareba è programme officer del Centro per l’ambiente, i diritti umani e lo sviluppo. Questa Ong nigeriana prepara le comunità locali, le cui risorse di sostentamento vengono minacciate in maniera diretta dalle fuoriuscite di petrolio e dal gas flaring, a usare metodi di protesta non violenti come la resistenza civile così da stimolare una risposta costruttiva da parte del governo e delle multinazionali petrolifere.

David ha conosciuto da vicino l’impatto delle attività petrolifere sui diritti umani. La sua famiglia, dopo le fuoriuscite, ha dovuto rinunciare alle attività agricola per ripiegare su piccole attività commerciali, decisamente meno redditizie; questo, ha significato, tra l’altro non poter accedere a un’assistenza sanitaria adeguata e ad altri servizi sociali.

Nell’articolo che vi proponiamo oggi, David ci racconta del suo viaggio in Italia, intrapreso per denunciare e far conoscere l’impatto delle compagnie petrolifere sui diritti umani delle comunità del delta del Niger.

Buona lettura!

 

David Vareba
L’esperienza del tour italiano

Da quando sono arrivato in Italia per un ciclo di incontri sul delta del Niger, tenutosi con la Sezione Italiana di Amnesty International, ho vissuto momenti significativi. Dall’Assemblea generale a Senigallia, che ha avuto una grande partecipazione, all’incontro con alunni e giovani attivisti, tutto ciò indica che c è una grande attenzione verso la situazione e i problemi degli abitanti del delta del Niger. È stato un grande piacere ammirare la splendida città di Pesaro. La sua vicinanza alla costa mi ha ricordato la mia terra, Bodo, prima del disastro causato dalla Shell, dovuto alla fuoriuscita del petrolio. Verona sembra avere altre caratteristiche interessanti. La città è piena di vita con turisti diversi per nazionalità ed estrazione sociale. Tuttavia la cosa più interessante è stato il mio incontro con degli alunni che hanno realizzato splendide ricerche sulla natura e la biodiversità con riferimento alla situazione del delta del Niger. Durante l’Assemblea generale di Senigallia ho parlato del mio viaggio, di cosa ho provato visitando luoghi, parlando con le persone a Pesaro e con gli alunni a Verona, delle mie interviste alla stampa e di altri eventi significativi avvenuti a Roma.

XXVII Assemblea generale di Amnesty International Italia
È stato un privilegio raro partecipare alla XXVII Assemblea generale di Amnesty International Italia, evento che ha riunito tutti i suoi membri provenienti da varie parti d’Italia. C’erano anche attivisti giovani e non, collaboratori, membri dello staff della Sezione italiana di Amnesty e studenti. Prima dell’inizio dell’Assemblea generale, di mattina, sono stato impegnato con due importanti gruppi, uno di graziosi scolari e uno di giovani attivisti. È stato sorprendente vedere come bambini di quell’età fossero in grado di elaborare frasi forti e impegnate per richiamare le aziende petrolifere transnazionali che operano nel delta del Niger alle loro responsabilità. I bambini mi hanno sommerso di domande. Si sono sentiti soddisfatti di quello che hanno fatto perché ho spiegato loro quanto importante e utile fosse il loro impegno per la causa del delta del Niger. Il secondo gruppo era costituito da giovani attivisti che si erano preparati per le impegnative questioni che sarebbero emerse nell’Assemblea generale. Dopo aver ascoltato qual è la situazione nel delta del Niger, hanno posto domande e manifestato solidarietà. Sono rimasto scioccato quando qualcuno ha esposto la situazione di Taranto, una città del Sud Italia, dove l’ impatto ambientale è grave, proprio come il delta del Niger, e l’ aspettativa di vita è bassa. Ho scoperto che anche gli italiani hanno i problemi ambientali, anche se non così gravi come quelli del delta del Niger; tuttavia sono riusciti ad andare oltre mostrando solidarietà verso altre regioni del mondo. È stata una lezione per me; una grande lezione per gli abitanti del delta del Niger.

Nel tranquillo auditorium dell’Hotel Finis Africae hanno avuto inizio le attività dell’Assemblea generale, segnata da una profonda adesione ai principi democratici. Qualsiasi cosa è stata votata a favore o contro. Ogni mozione adottata è stata dibattuta rigorosamente e infine ha ricevuto i voti più alti. Sono stati presentati documenti e testimonianze che aumentano la consapevolezza sulle violazioni dei diritti umani in Italia e altrove. Io ho avuto l’onore di partecipare con l’intervento “Responsabilità sociale collettiva: il punteggio della Shell e del governo nigeriano”. Alla fine del workshop ho parlato del degrado dei mezzi di sostentamento della comunità di Bodo, dovuta alla corrosione delle condutture di Bomu-Bonny, nella baia di Bodo. Le osservazioni emerse alla fine dell’intervento sono state molto toccanti Antonio Tricarico [rappresentante di Campagna per la riforma della banca mondiale, ndt] ed altri attivisti si sono complimentati. È evidente che Antonio conosce bene le questione relative al delta del Niger.

È stato davvero utile. La restante parte dell’Assemblea generale si è svolta con lo stesso spirito democratico, ed è stato interessante notare il livello di controllo interno, che si riflette nella rendicontazione finanziaria. Ho potuto vedere alti standard di trasparenza e responsabilità nel meccanismo del voto individuale.

Visita a Pesaro e a Verona
Visitare Pesaro e Verona è stata una bella esperienza.
Sono stato felice e rimasto colpito dal modo in cui a Pesaro le persone hanno reagito di fronte alla situazione del delta del Niger; mi ha fatto piacere vedere tanta curiosità e capacità di identificarsi con la mia realtà. D’altro lato, anche l’esperienza di Verona è stata significativa, per molti versi. Innanzitutto il livello di ospitalità dei soci, in particolare il signore e la signora Ronaldo sono stati fantastici. In secondo luogo, ho avuto una delle migliori impressioni sull’Italia proprio a Verona, nell’ambito di un progetto con una scuola. La ricerca riguardava lo studio della natura e della biodiversità in relazione al delta del Niger e alla storia di Ken Saro-Wiwa. È un bene che questi bambini, ancora così piccoli, facciano ricerche sui diritti umani a livello internazionale.

Infine, il ritorno a Roma è stato ricco di eventi. L’intervista con una radio nazionale italiana ha suscitato commenti emozionanti e solidarietà; lo stesso posso dire per la video chat a cui ho partecipato.
 
Durante la serata al Teatro Furio Camillo di Roma, Godwin Uyi Ojo, direttore della Organizzazione non governativa nigeriana Environmental Rights Action, ha esposto il suo interessante punto di vista, soprattutto per sulle attività dell’Eni nel delta del Niger.

Momento centrale di questa mia esperienza è stata l'azione pacifica di fronte al quartier generale dell’Eni in concomitanza con l'Assemblea dei suoi azionisti.
La solidarietà dimostrata da Amnesty International Italia e dagli italiani è stata enorme; gli abitanti del delta del Niger ne saranno molto grati.

 

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