Ultimi aggiornamenti...

  • Muriel Vittori ha creato il suo profilo
  • Giuseppe Fusco ha creato il suo profilo
  • Adamo ha creato il suo profilo

"A 964 persone piace questo elemento... e a te?"

La voce degli slum

Durante una delle tante azioni organizzate in occasione della settimana di azione contro gli sgomberi forzati in Africa dallo slum di Kibera si è alzato un pallone con la scritta “I diritti umani abitano qui”.

Queste parole sono molto più di uno slogan ma rappresentano il cuore di una richiesta importante: partire proprio dagli slum, da quei posti dove tutta una serie di diritti non viene garantita, per dare un futuro dignitoso a chi in questi posti ci vive.

I residenti, quelli che non vengono consultati dalle autorità quando queste decidono di abbattere le loro “baracche”, che sono considerati analfabeti o ladri, che a causa dei pregiudizi devono affrontare molte difficoltà per avere un lavoro o aprire un conto in banca, chiedono anche che la loro voce sia ascoltata, pretendono di poter dire la propria perché si tratta delle loro vite.

Per questo motivo Amnesty International ha voluto sostenere “Radio Slum”, un progetto che ha visto coinvolte alcune radio locali in Kenya e in Ghana - Radio Africa in Kenya, Joy FM e GBC in Ghana – che per sei settimane hanno trasmesso storie dagli slum. L’obiettivo del progetto, che si è chiuso a metà aprile, era di dare la possibilità ai residenti di raccontarsi e contribuire con le loro parole ad abbattere i pregiudizi che li circondano.

Così, grazie a Radio Slum, Hassan Abdallah, laureato in economia, ha potuto raccontare la sua storia. Ha descritto come, arrivato ad Accra nel 2005, si è trovato a vivere nello slum che viene chiamato Sodoma e Gomorra (Old Fadama) perché non poteva permettersi una camera a un prezzo accessibile. Ha parlato degli innumerevoli incendi, dell’acqua non potabile, del diffuso colera che regnano a Hold Fadama. Ha raccontato di come sia stato complicato per lui aprire un conto in banca e del perché porta con sé gli oggetti di valore che ha: non sa se quando tornerà a casa la ritroverà, questa può essere abbattuta da un momento all’altro, senza preavviso.

Le persone non ti rispettano se tu dici che vivi in Old Fadama. Pensano che tu sia un criminale” – ha detto.

A marzo, Al Hassan ha addirittura condotto una trasmissione con un altro rappresentante di uno slum del Kenya, Mustafa Mahmoud, e ai giornalisti della redazione. Tra le tante storie passate in radio, quelle di Mary Obonyo, di Mathare (Kenya), che ha parlato del suo locale, dei piatti che prepara e del modo in cui questa attività l’ha aiutata. Ma anche quella di Samson Aluda che, a 26 anni è preside di una scuola secondaria nell’altro slum keniano – Kibera - e studia per diventare ingegnere.

Questo esperimento ha permesso di seguire anche eventi che sono all’ordine del giorno negli slum, come quando una strada bloccata ha impedito ai vigili del fuoco di arrivare in tempo per controllare un incendio e tre persone sono morte.

Radio Slum, la settimana di azione contro gli sgomberi forzati non sono solo delle iniziative, sono soprattutto delle occasioni importanti per capire che dietro lo stereotipo ci sono delle persone, con la loro cita e la loro dignità, persone uguali alle altre, i cui diritti devono essere garantiti e rispettati, come chiede il nostro appello!

Qui trovate alcune belle immagini della settimana di azione contro gli sgomberi forzati.

0
Il tuo voto: Nessuno