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Slovacchia: un tribunale contro la segregazione scolastica

I bambini rom del villaggio di Šarisské Michavany, nella regione slovacca di Presov, hanno da poco iniziato il nuovo trimestre nella classe separata, al piano di sotto dell’edificio, in cui da anni sono stati segregati.

Quest’anno scolastico però è diverso dagli altri, perché questi bambini potrebbero finalmente lasciare quest’aula ed essere messi in una classe dove il compagno di banco non è necessariamente un altro bambino rom. A patto che la scuola elementare si adoperi per dare attuazione alla recente sentenza emessa dalla Corte distrettuale della regione di Presov.

La sentenza potrebbe cambiare il destino di questi bambini. Resa nota il 3 gennaio, condanna la scuola per avere agito in modo discriminatorio nei loro confronti, mettendoli in una classe separata senza alcuna ragionevole giustificazione.

Le argomentazioni della scuola, per cui segregare questi bambini “svantaggiati” permette loro di ricevere un approccio più individuale nell’insegnamento tale da garantire lo stesso livello di istruzione, e che la pratica era solo provvisoria, non sono state accettate.

Del resto la scuola non ha mai fornito prove di questi presunti benefici; la pratica tanto “provvisoria” va avanti da anni con un peggioramento nell’anno scolastico 2008/2009, quando nelle classi segregate sono stati trasferiti anche bambini rom che prima avevano frequentato classi formate anche da bambini non rom.

È la prima volta che un tribunale slovacco ammette e condanna la sistematica discriminazione dei bambini rom nel sistema scolastico. Questa decisione è molto importante.

Alle famiglie rom di questo villaggio dà la possibilità di credere in un futuro diverso per i loro figli.
È un monito per tutte le scuole della Slovacchia affinché adottino un approccio inclusivo basato sulla diversità etnica, culturale e sociale dei bambini.

È l’occasione per le autorità slovacche di agire. I partiti politici che formeranno il nuovo governo dopo le elezioni di marzo dovranno impegnarsi a sradicare la discriminazione esistente e la segregazione all’interno del sistema educativo.

Perché, come ha dichiarato Stefan Ivanco, dell’Ong Centro per i diritti umani e civili che ha presentato la denuncia da cui è partito il procedimento, “un’educazione inclusiva in un ambiente vario insegna ai bambini a essere aperti, tolleranti, rispettosi e responsabili in una società che è intrinsecamente diversa”.

 

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Commenti

Finalmente... speriamo che

Finalmente...
speriamo che questa vergogna finisca! Intanto in Italia l'associazione 21 Luglio ha pubblicato un documento inquietante: http://www.21luglio.com/index.php?option=com_content&view=article&id=55