Ultimi aggiornamenti...

  • Claudio80 ha creato il suo profilo
  • PASQUARIELLO ha creato il suo profilo
  • cherubina55 ha creato il suo profilo

"A 450 persone piace questo elemento... e a te?"

Mortalità materna

Pubblicato il 07/09/2010
da Virginia

Nel giugno 2003, Inamarie Stith-Rouse, una donna afroamericana di 33 anni, diede alla luce una bambina sana di nome Trinity, con parto cesareo in un ospedale del Massachussets, negli Usa. Andre Rouse, suo marito, ha raccontato che Inamarie subito dopo il parto ebbe problemi respiratori, ma il personale medico ignorò le sue richieste di aiuto. Secondo i documenti per il tribunale compilati dalla famiglia, ci vollero ore prima che Inamarie fosse sottoposta agli esami e agli interventi di cui necessitava. Inamarie ebbe una gravissima emorragia interna e andò in coma. Morì quattro giorni dopo. Per Andre Rouse, la loro origine etnica ha avuto un ruolo decisivo nel mancato intervento.

Pubblicato il 23/08/2010
da Giulio

Nessuna salute per le mamme senza i diritti per le donneMigliorare la salute materna, riducendo di un terzo la mortalità materna e garantendo l'accesso universale alla salute riproduttiva. Stabilendo l'Obiettivo n. 5 (Osm), gli stati hanno risposto alla necessità di porre fine a quella tragedia evitabile che è la mortalità materna che uccide 350 mila donne ogni anno.

Il 90% di queste morti colpisce donne dei paesi in via di sviluppo. Le complicazioni relative a gravidanza e parto causano, ogni anno, danni e disabilità permanenti per 10-15 milioni di donne e sono la principale causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni nei paesi in via di sviluppo. Ogni anno vengono praticati circa 5 milioni di aborti insicuri; il 25 per cento su ragazze tra i 15 e i 19 anni.

Pubblicato il 30/06/2010
da Laura R.

Dal 19 al 27 luglio, a Kampala in Uganda si svolgerà il 15° Summit dell’Unione africana.

L’Unione africana sembra abbia deciso di affrontare seriamente il problema della salute materna nel continente. Il Summit è infatti dedicato a questo fenomeno che ancora oggi uccide migliaia di donne, in particolar modo quelle povere, quelle che vivono ai margini della società.

In Africa, così come in altre parti del mondo, a queste donne viene negato l'accesso alle cure mediche, vengono sottoposte a mutilazioni genitali femminili e costrette a matrimoni precoci e non hanno il diritto di decidere se e quando avere figli. E proprio i diritti violati e negati delle donne causano la loro morte durante la gravidanza e il parto.
 

Pubblicato il 24/06/2010
da Daniele Caucci

Il Perù in questi Mondiali di Calcio sudafricani non è rappresentato dalla sua nazionale, ma dalla nostra ala sinistra, Claudia Lema.

Anche lei, come “P”, è una donna e anche lei ha un goal difficilissimo da segnare: ridurre il tasso di mortalità materna tra le donne appartenenti alle comunità native del suo paese, il più alto dell’America Latina. Per fare questo “allena” tutti i giorni gli operatori sanitari del suo centro, Salud Sin Lìmes Perù, e aiuta le donne a fare pressing sul governo affinché fornisca servizi adeguati ai loro bisogni.

Pubblicato il 25/05/2010
da Laura R.

Se sei tra coloro che hanno firmato l’appello contro la mortalità materna negli Stati Uniti, abbiamo una buona notizia per te!

Il 6 maggio scorso, la tua firma, insieme a quella di altre 50.000 persone in tutto il mondo, è stata consegnata al dipartimento della Salute degli Stati Uniti, a Washington, dai nostri colleghi della sezione statunitense e da esponenti di associazioni e Ong che si occupano di salute materna. La petizione internazionale chiedeva la creazione di un Ufficio sulla salute materna per assicurare cure mediche e servizi sanitari adeguati a tutte le donne nel paese, comprese quelle più povere.

Pubblicato il 06/05/2010
da Virginia

Domenica 9 maggio saremo felici di celebrare le nostre mamme, di dire loro: “Grazie”.
Molti però non potranno farlo. Al contrario, in questa giornata, potrebbero essere costretti a ricordare la morte di una donna che ha perso la vita proprio nel momento in cui stava per donarla.

Infatti ogni anno, nel mondo, 350.000 donne, il 99 per cento delle quali nei paesi in via di sviluppo, muoiono durante il parto.

Non si tratta di una fatalità.

Pubblicato il 25/03/2010
da zonker

Curarsi in modo adeguato non è un privilegio di chi può permettersi i migliori ospedali e i migliori dottori. È assurdo che nel paese più ricco del mondo le donne muoiano a causa di emergenze e complicazioni”.

Bastano le parole del direttore esecutivo di Amnesty International Usa, Larry Cox, a sintetizzare le tante contraddizioni che sono alla base della mortalità materna negli Stati Uniti.

Nonostante una spesa sanitaria tra le più alte nel mondo (86 miliardi di dollari all’anno), ogni giorno due o tre donne perdono la vita per complicazioni sorte durante la gravidanza e al parto.

Pubblicato il 25/02/2010
da Virginia

Ringraziamo Barbara per la segnalazione relativa al post dell’incontro tra il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré e il nostro Segretario generale ad interim, Claudio Cordone.

Come sottolineato da Barbara è importante ringraziare tutti i colleghi di Amnesty International Burkina Faso che, con tenacia e coraggio, hanno significativamente contribuito a rendere possibile questo incontro. La loro mobilitazione per sconfiggere la mortalità materna in Burkina Faso li ha visti impegnati, tra l’altro, in conferenze, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche, senza considerare l’enorme lavoro che richiede la preparazione e realizzazione di una campagna.

Pubblicato il 22/02/2010
da Virginia

Per contrastare la mortalità materna e salvaguardare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne in tutto il mondo abbiamo bisogno di alleati forti, per questo il 18 febbraio abbiamo siglato un accordo di collaborazione con la Società italiana di ginecologia e ostetricia(Sigo).

L’obiettivo di questa collaborazione è promuovere e sostenere i diritti delle donne presso istituzioni nazionali e internazionali, di abbattere le barriere culturali che pregiudicano il godimento del diritto alla salute delle donne e contribuiscono a violare i loro diritti sessuali e riproduttivi, e di combattere discriminazione e disuguaglianza nel loro accesso ai servizi sanitari.
 

Pubblicato il 15/02/2010
da Virginia

Fa sempre bene aprire la settimana con una buona notizia e oggi vogliamo condividerne una con voi: il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, durante l’ incontro del 12 febbraio con il nostro Segretario generale ad interim, Claudio Cordone, si è impegnato a rimuovere le barriere economiche che impediscono alle donne di accedere alle cure ostetriche d’urgenza e ai servizi di pianificazione familiare.

Erano queste le parole che volevano ascoltare, perché in Burkina Faso le complicazioni sorte durante il parto e la gravidanza uccidono 2000 donne all'anno.