Mortalità materna
Pubblicato il 30/06/2010
da Laura R.
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Pubblicato il 25/05/2010
da Laura R.
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Pubblicato il 06/05/2010
da Virginia
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Pubblicato il 25/03/2010
da zonker
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Pubblicato il 22/02/2010
da Virginia
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Nel giugno 2003, Inamarie Stith-Rouse, una donna afroamericana di 33 anni, diede alla luce una bambina sana di nome Trinity, con parto cesareo in un ospedale del Massachussets, negli Usa. Andre Rouse, suo marito, ha raccontato che Inamarie subito dopo il parto ebbe problemi respiratori, ma il personale medico ignorò le sue richieste di aiuto. Secondo i documenti per il tribunale compilati dalla famiglia, ci vollero ore prima che Inamarie fosse sottoposta agli esami e agli interventi di cui necessitava. Inamarie ebbe una gravissima emorragia interna e andò in coma. Morì quattro giorni dopo. Per Andre Rouse, la loro origine etnica ha avuto un ruolo decisivo nel mancato intervento.
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Il Perù in questi Mondiali di Calcio sudafricani non è rappresentato dalla sua nazionale, ma dalla nostra ala sinistra, Claudia Lema.
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Per contrastare la mortalità materna e salvaguardare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne in tutto il mondo abbiamo bisogno di alleati forti, per questo il 18 febbraio abbiamo siglato un accordo di collaborazione con la
Fa sempre bene aprire la settimana con una buona notizia e oggi vogliamo condividerne una con voi: il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, durante l’ incontro del 12 febbraio con il nostro Segretario generale ad interim, Claudio Cordone, si è impegnato a rimuovere le barriere economiche che impediscono alle donne di accedere alle cure ostetriche d’urgenza e ai servizi di pianificazione familiare.