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Seguire l’esempio dell’Ecuador: ratificare il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali!

Il 15 giugno, ratificando il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali, l’Ecuador ha messo il primo tassello per la costruzione di un sistema internazionale capace di garantire giustizia per le violazioni dei diritti economici, sociali e culturali.

Adottato il 10 dicembre 2008 – in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani – e aperto alla firma nel settembre 2009, il Protocollo consentirà a una persona o a un gruppo vittima di una violazione del suo diritto a un alloggio adeguato, al cibo, all’acqua, alla salute o all’educazione e che non abbia ricevuto giustizia nel proprio paese, di rivolgersi al Comitato dell’Onu sui diritti economici, sociali e culturali. Quest’ultimo potrà esprimersi sul merito e trasmettere allo stato le sue constatazioni, sulla cui base le autorità dovrebbero intraprendere delle azioni e comunicarle al Comitato.

Per evitare che la persona vittima di violazione dei diritti umani subisca ulteriori maltrattamenti e intimidazioni, il Comitato può ordinare agli stati parte del Protocollo l’adozione di misure di urgenza (c.d. interim measures).
 

Inoltre, il Comitato è dotato anche di poteri d’inchiesta. In altre parole, senza che riceva una denuncia, ma sulla base di informazioni affidabili che indicano che uno stato (che abbia ratificato il Protocollo e accettato questo specifico meccanismo) abbia compiuto gravi e sistematiche violazioni dei diritti economici, sociali e culturali, il Comitato potrà aprire un’inchiesta, i cui risultati saranno presentati allo stato interessato, insieme a commenti e raccomandazioni.

Il meccanismo previsto dal Protocollo opzionale potrà entrare in vigore solo dopo la 10° ratifica. Chiediamo pertanto ai 31 stati che hanno firmato, compresa l’Italia, di seguire l’esempio virtuoso dell’Ecuador e procedere alla ratifica.

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