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È ai Dongria Kondh che la Vedanta deve rispondere!

La fretta è cattiva consigliera! Lo sa bene la Vedanta Resources, che ha immediatamente risposto al nostro rapporto, sull’impatto delle sue attività sui diritti umani di chi vive nella zona di Lanjigarh e sulle colline di Niyamgiri, in India. E lo ha fatto talmente tanto in fretta da commettere diversi errori ed omissioni nelle sue dichiarazioni.

Ad esempio, la compagnia britannica ha detto di avere tentato di incontrarci molte volte ma invano. Forse però ha dimenticato che abbiamo chiesto un incontro a settembre e che la risposta è arrivata solo il 5 febbraio. Senza contare, inoltre, che in ben tre occasioni l’azienda ha avuto l’opportunità di commentare il nostro rapporto quando le abbiamo inviato una sintesi sulle ricerche (settembre 2009), una bozza (novembre 2009) e un aggiornamento (19 gennaio 2010)

A proposito del rapporto, la Vedanta Resources ci ha accusato di aver utilizzato documenti superati. Ci chiediamo: sono davvero così obsoleti i risultati di 18 mesi di ricerca, incluse tre missioni sul campo (agosto 2008, febbraio/marzo 2009 e settembre 2009), le visite a 19 villaggi e l’esame dettagliato dei rapporti dell’Organismo statale di controllo sull’inquinamento (Ospcb) dal 2006, prima che la compagnia iniziasse le sue attività, ad agosto 2009?

Il nostro rapporto, inoltre, attaccherebbe al cuore un progetto particolarmente significativo per la crescita economica dell’India! Noi non mettiamo in discussione il ruolo positivo delle aziende nella crescita economica, attraverso posti di lavoro e redditi, ma i diritti umani non vanno sacrificati in nome del profitto. Inoltre, lo stato indiano, come ogni stato, ha l’obbligo di rispettare e proteggere i diritti umani, come quello alla salute, all'acqua e i diritti delle popolazioni native come i Dongria Kondh. Proteggere i diritti umani non vuol dire solo che lo stato non li deve violare, ma anche che deve adottare misure per assicurare che altri attori (come le imprese) non li mettano a rischio o li violino.

Come dicevamo, queste dichiarazioni non contengono solo errori, ma anche omissioni. Ad esempio, perché la Vedanta non ha commentato i casi, riportati nel nostro rapporto, nei quali l’Ospcb ritiene che non abbia rispettato il criterio di “zero emissioni”? O perché non ha spiegato il motivo per cui non ha informato la popolazione locale su natura e portata dell’inquinamento documentato dai rapporti dell’Ospcb dal 2006 al 2009? E infine, perché non ha risposto alle preoccupazioni sollevate dalle popolazioni che su quelle colline ci vivono, che da quelle colline traggono i mezzi di sostentamento e che venerano? Perché non spiega come pensa di consultare i Dongria Kondh sui suoi progetti?

Queste e altre domande poniamo alla compagnia britannica, che speriamo sia altrettanto celere nel rispondere, ma non tanto a noi quanto a coloro che vedono i diritti umani minacciati dalle sue attività e che hanno talmente tanta paura di dover lasciare quella terra, definita la loro Pandora, da fare un appello a James Cameron, regista di Avatar.

I veri Na’vi sono loro e questa è la loro storia. Guarda il video!

 

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