India: diritti umani minacciati dalla Vedanta Resources
Le comunità che vivono nello stato dell’Orissa, in India occidentale, hanno una storia simile a quelle di Porgera in Papua Nuova Guinea e di Bhopal, sempre in India. Anche in questa zona, una delle più povere dell’India, i diritti umani, soprattutto quello alla salute, sono minacciati dalle attività di aziende nel totale disinteresse delle autorità.
A Orissa migliaia di persone, che da secoli vivono nella zona di Lanjigarh e sulle colline di Niyamgiri, sono esposte agli effetti delle attività di una raffineria di alluminio e tra poco anche a quelli di una miniera di bauxite. Entrambi i progetti fanno capo a imprese sussidiarie della compagnia britannica Vedanta Resources.
La raffineria è stata costruita in un ambiente inadatto, ossia vicino ai villaggi e al fiume, principale risorsa d’acqua della comunità di Lanjigarh. A causa del massiccio inquinamento dell’aria e dell’acqua, molte persone soffrono di gravi malattie; inoltre, da tempo non usano più l’acqua del fiume. Evidentemente, però, i rischi per la salute di queste persone non contano, se il governo sta valutando la possibilità di ampliare le dimensioni della raffineria. È facile capire lo sgomento, la rassegnazione e la frustrazione di chi deve subire gli effetti di queste attività . Un donna ha detto a nostri colleghi in visita nel paese per una missione di ricerca: “Dove metteranno il mio corpo quando sarò morta? Forse puoi chiedere alla compagnia di bruciarmi nelle loro ciminiere…”.
Anche i diritti della comunità nativa dei Dongria Kondh, che vive nelle ancestrali terre accanto alle colline di Niyamgiri, sono minacciati. La Orissa Mining Corporation e un’altra sussidiaria della Vedanta Resources, infatti, stanno per avviare i lavori di scavo di una miniera di bauxite che si estenderà per 700 ettari, con una profondità di 30 metri. Questa miniera metterà a rischio il loro diritto all’acqua, al cibo, a un adeguato standard di vita; minaccerà, inoltre, la loro stessa identità culturale dal momento che i Dongria Kondh la considerano sacra e necessaria alla loro sopravvivenza fisica, economica e culturale. Una donna ci ha raccontato: “Viviamo qui da generazioni, come può adesso il governo dirci che questa terra è sua e decidere di autorizzare lo scavo di una miniera senza parlarne con noi?”.
In un rapporto pubblicato oggi denunciamo queste e altre violazioni dei diritti umani commesse ai danni delle popolazioni povere dello stato dell’Orissa e ricordiamo al governo indiano che deve rispettare e proteggere i diritti umani, tutelare le popolazioni native, che da secoli vivono su queste terre e che è suo obbligo consultare le popolazioni locali in relazione ad attività che possono avere un impatto sulla loro vita.
Aggiungi la tua voce a quella delle comunità in pericolo a Orissa! Sottoscrivi le richieste rivolte al governo indiano.
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