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Diritti umani minacciati dall'oro della miniera di Porgera

Tra aprile e luglio 2009, la polizia ha condotto numerosi sgomberi forzati illegali lasciando senza abitazione la comunità nativa che viveva accanto alla miniera d’oro di Porgera, una delle più grandi di Papua Nuova Guinea. Come documentato dal nostro rapporto di oggi sugli sgomberi nella zona della miniera aurifera di Porgera, questi sono stati illegali, senza preavviso né la previsione di un alloggio alternativo.

Intere famiglie, persone anziane e bambini hanno visto bruciare le loro case e i loro beni. Coloro che si rifiutavano di andare via, hanno rischiato la vita quando la polizia ha cercato di chiuderli nelle case per bruciarli vivi. Il governo non ha fornito loro alcun alloggio alternativo e la maggior parte, a distanza di sei mesi, fa ancora affidamento sui parenti per dormire e mangiare, proprio come questa donna che, intervistata dai nostri colleghi in visita nel paese, tra agosto e ottobre 2009, per documentare le violazioni subite dagli abitanti di Wuangima, ha raccontato: “Mi vergogno perché i miei parenti devono provvedere alla mia famiglia”.
 

Le persone sono ancora sconvolte dalla brutalità degli sgomberi e non ne capiscono il motivo. Un uomo ha dichiarato: “Non ho rubato l’oro e non ho fatto nulla di sbagliato. Perché stanno bruciando la mia casa?”.

La miniera di Porgera, attiva a Papua dagli anni ‘90, è posseduta per il 95 per cento da una delle più grandi compagnie minerarie al mondo, la canadese Barrick Gold Corporation (Barrick) che opera nell’ambito del Porgera Joint Venture (Pjv). Da aprile 2009, la Pjv, sulla base di un accordo che dice di aver condizionato al rispetto delle leggi nazionali e internazionali, tra cui i Principi volontari sulla sicurezza e sui diritti umani, fornisce alloggio, cibo e carburante alla polizia nell’ambito dell’“Operazione Ipili” condotta dal governo per affrontare il deterioramento dell’ordine pubblico e l’aumento delle attività estrattive illegali dalla miniera di Porgera. Tale Operazione prevede il dispiegamento, nella zona adiacente alla miniera, di una squadra mobile composta da 200 unità tra forze di polizia e della Difesa.

La Pjv non è responsabile delle azioni della polizia e degli sgomberi forzati, ma si è comportata come se queste violenze non fossero mai state commesse, violando tra l’altro la legge. Infatti, la Pjv non ha rispettato i Principi volontari sulla sicurezza e sui diritti umani quando, venuta a conoscenza degli sgomberi della polizia, non lo ha segnalato alle autorità né ha sollecitato un’indagine. Anzi, la Pjv continua a sostenere l’operato della polizia e la Barrick lo difende pubblicamente.

In questi mesi abbiamo più volte chiesto alle due compagnie di ritirare il loro sostegno alle forze della squadra mobile e a svolgere inchieste indipendenti, ma fino ad oggi nessuna delle due lo ha ancora fatto.
 

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