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"A 252 persone piace questo elemento... e a te?"

Firma contro il Piano nomadi
3 giorni 7 ore fa
da Virginia,

Nei prossimi mesi, migliaia di rom residenti a Roma, con molta probabilità saranno svegliati dal rumore di una ruspa, vedranno le loro baracche e i loro beni distrutti, saliranno su un autobus per essere portati fuori dalla città, nei “villaggi” che, secondo il “Piano nomadi”, sono destinati a ospitarli. Per altri rom, circa 1200, il “Piano nomadi” non prevede alcun alloggio alternativo.

Il “Piano nomadi”, pur prevedendo una migliore qualità delle strutture abitative e un più ampio accesso ai servizi, è inadeguato perché spiana la strada allo sgombero di migliaia di persone e non garantisce il rispetto del diritto a un alloggio adeguato. Il “Piano nomadi” spinge i rom ai margini della città, allontanandoli da posti di lavoro e scuole. Il “Piano nomadi” è la risposta sbagliata, non risolverà i problemi, semplicemente li allontanerà dalla nostra vista.

6 giorni 10 ore fa
da c.weise,
in Donne, News

Ogni minuto una donna muore per complicazioni legate al parto e alla gravidanza, spesso perché non ha accesso ai servizi sanitari qualificati. Ogni anno, 2 milioni di donne e ragazze vengono sottoposte a mutilazioni genitali. Il 90 per cento delle donne pachistane ha vissuto episodi di violenza domestica. L’83 per cento delle ragazze tra i 12 e i 16 anni ha subito molestie sessuali nelle scuole statunitensi. Dalla Cambogia, alla Danimarca, alla Finlandia, alla Norvegia e alla Svezia, le donne che subiscono stupri e violenza sessuale hanno poche speranze di vedere i loro aggressori portati davanti alla giustizia. Tanto nei paesi ricchi quanto in quelli poveri l’uguaglianza di genere è ancora lontana dall’essere raggiunta.

1 settimana 2 giorni fa
da melalessa,

Il diritto all’alloggio non dev’essere interpretato in senso limitato o restrittivo tale da riferirsi alla fornitura di un rifugio dotato solo di un tetto sopra la testa o che consideri un rifugio come luogo confortevole. Piuttosto, dev’essere visto come il diritto a vivere in un luogo in sicurezza, pace e dignità”.
Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali.

Le persone abitano, ovunque; nelle periferie urbane, nei quartieri centrali delle città, nelle grandi baraccopoli del mondo in via di sviluppo o nelle casupole ai margini delle città del primo mondo.

E, ovunque donne, uomini o bambini abitino, quello che cercano nelle mura di terra, nei cartoni o nel cemento che li proteggono non è solo un riparo dalla pioggia, dal freddo o dal sole, ma il luogo dell’intimità personale e familiare, il punto fermo dal quale irraggiare la propria vita, per muoversi con certezza verso il posto di lavoro, la scuola dei figli, un ospedale.

1 settimana 4 giorni fa
da Virginia,
in Donne, News

Si è aperta lunedì 1° marzo, e durerà fino al 12, la 54esima sessione della Commissione dell’Onu sulla condizione delle donne. Questa apposita commissione del Consiglio economico, sociale e culturale dell’ Onu, si occupa dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne.

Quest’anno i rappresentanti degli stati membri dell’Onu, si sono riuniti nel quartier generale di New York per la verifica dei 15 anni di effettiva realizzazione della Dichiarazione di Pechino, adotta nel corso della IV Conferenza mondiale sulle donne del 1995, e della Piattaforma d'azione (BDPfA). Quest’accordo è stato sottoscritto da 189 governi nel 1995 e, pur essendo lo strumento più ampio in merito a cosa sia necessario per una piena realizzazione dei diritti delle donne e una sostanziale uguaglianza di genere, è in larga parte non attuato. E con esso i diritti di molte donne.
 

1 settimana 6 giorni fa
da Laura R.,

Ciao Marius, ciao Cristina, Ana. Ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate. Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. È proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che, almeno voi, possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri”.

Così si apre la lettera delle maestre della scuola elementare di via dei Pini a Milano scritta ai loro alunni rom che, alcuni giorni fa, in seguito a uno sgombero del campo in cui vivevano, hanno nuovamente perso la loro casa e con questa, forse, anche la possibilità di andare a scuola.

2 settimane 2 giorni fa
da Virginia,

Vi abbiamo parlato degli yakye axa e sawhoyamaxa del Paraguay, dei dongria kondh dell’India, di emberá-chamí, wayú e awá della Colombia; vi abbiamo detto che in questi paesi le popolazioni native subiscono discriminazione, sono costrette a lasciare le loro terre ancestrali per fare spazio a progetti economici, spesso vengono intrappolate in conflitti che non hanno voluto e dai quali dovrebbero essere protette.

Un recente rapporto delle Nazioni Unite, intitolato “Lo stato delle popolazioni indigene nel mondo”, conferma una drammatica realtà:  la schiacciante maggioranza delle popolazioni native nel mondo vive in condizioni di estrema povertà.

2 settimane 3 giorni fa
da Virginia,

Ringraziamo Barbara per la segnalazione relativa al post dell’incontro tra il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré e il nostro Segretario generale ad interim, Claudio Cordone.

Come sottolineato da Barbara è importante ringraziare tutti i colleghi di Amnesty International Burkina Faso che, con tenacia e coraggio, hanno significativamente contribuito a rendere possibile questo incontro. La loro mobilitazione per sconfiggere la mortalità materna in Burkina Faso li ha visti impegnati, tra l’altro, in conferenze, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche, senza considerare l’enorme lavoro che richiede la preparazione e realizzazione di una campagna.